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mercoledì 27 maggio 2020

TAROT SPELLS: UN INCANTESIMO PER POTENZIARE L'INTUITO

TAROT SPELLS: UN INCANTESIMO PER POTENZIARE L'INTUITO

mercoledì 27 maggio 2020

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Nel Magic book di maggio, complice l'ispirazione della carte del mese – La Sacerdotessa (o Papessa) - ho scelto il tema dell'intuito per il nostro lavoro di crescita personale con il journaling e i Tarocchi.
Quello dell'intuito è un tema ampio ed affascinante: l'intuito rappresenta una parte fondamentale del nostro essere e può farci da guida nei momenti importanti della vita. Purtroppo però molti fattori, sia naturali che ambientali ed educativi, contribuiscono a fare in modo che questa preziosa facoltà, anziché essere sviluppata e valorizzata, venga etichettata come qualcosa di irrilevante, secondaria e poco pratica e quindi trascurata fino quasi a dimenticarsene; salvo poi ritrovarsi a non capire più cosa si prova, cosa si desidera veramente e quindi insoddisfatti, insicuri e svuotati.
Questo succede proprio perché, trascurando la nostra parte intuitiva e sensibile, abbiamo perso il contatto la nostra guida interiore e facciamo fatica a trovare le nostre motivazioni, i nostri perché e le nostre risposte, finendo per vivere con il famoso pilota automatico.

La mia missione qui nel blog durante il mese di maggio, quindi, è stata quella di

accompagnarti in un percorso che ti potesse aiutare a prendere consapevolezza dell'importanza dell'intuito e di come il sistema sociale lo abbia svalutato, per poi lavorare su di te a un recupero di questa facoltà, presente in tutti noi, ma probabilmente ormai sopita e silenziosa.

Nei post delle scorse settimane ti ho suggerito 3 modi per risvegliare l'intuito e una stesura di Tarocchi per esplorare e acquisire consapevolezza del tuo personale mondo intuitivo.
Oggi chiudiamo il cerchio con una pratica davvero ispirante e coinvolgente a livello sensibile: un “incantesimo” con i Tarocchi per aiutarti a sviluppare la tua percezione intuitiva e ad aprire canali di maggiore consapevolezza. 
Il risveglio delle capacità intuitive ti riconnetterà alla tua saggezza interiore, guida e faro fondamentale per interpretare con fiducia le situazioni della vita, i meccanismi che le governano e prendere le decisioni più giuste per te.
Come tutti gli “incantesimi” con i Tarocchi che trovi nel mio blog, anche questo è tratto e adattato dal libro Tarot spells di Janina Renée.


COSA TI SERVE PER L'INCANTESIMO


  • Un mazzo di Tarocchi intuitivi (es. Rider Waite);
  • una candela da posizionare pochi centimetri sopra la carta della Sacerdotessa come vedi in foto (non accendere questa candela fino a quando non è previsto dall'incantesimo);
  • un panno di stoffa bianca per la stesa che richiami l'idea di luce divina e di pura energia spirituale e/o viola per rappresentare il mondo dell'intuizione (facoltativo);
  • qualcosa per purificare: salvia bianca, palo santo o altro incenso;
  • una pietra ametista (facoltativa);
  • un olio essenziale a scelta fra geranio o lavanda da mettere in diffusore o massaggiare leggermente all'altezza del terzo occhio (facoltativo). 

Come dico sempre, ancora più importanti, rispetto agli strumenti che userai, sono l'intento e la fiducia che infonderai nell'incantesimo, visualizzando davvero quella cosa o quella sensazione come reale e avendo piena fiducia nelle intuizioni che riceverai.

DISPOSIZIONE DELLE CARTE

Lo schema di questo incantesimo ha la forma di una corona, poiché quando una corona si trova sulla testa, simboleggia la coscienza espansa, la consapevolezza e la vera conoscenza.
Per lo schema vengono usate 3 carte: La Stella, La Sacerdotessa (o Papessa) e L'Eremita.
La Stella rappresenta l'ispirazione e la guida di natura superiore e spirituale. Essa completa e dà potere alla Sacerdotessa, la carta della concentrazione della mente, dello sviluppo dell'intuizione e dell'ascolto della voce interiore. L'Eremita, infine, rappresenta la rivelazione e l'interpretazione della conoscenza. È usato qui per aiutarti a capire i sogni, le visioni e le intuizioni che emergeranno durante o dopo la pratica.

PROCEDI IN QUESTO MODO

Il consiglio dell'autrice è di eseguire questo incantesimo nei momenti in cui sei più sicura di non essere interrotta o disturbata, ad esempio la mattina presto o la sera tardi quando il mondo è più tranquillo. Per un maggiore beneficio, puoi ripetere l'incantesimo - o una versione ridotta - ogni giorno, magari anche alla stessa ora.
Per creare il tuo schema di stesura (come quello in foto) cerca di scegliere un tavolo o una postazione dove puoi sederti comodamente, in modo da sentirti a tuo agio mentre ti dedichi alle meditazioni e alle visualizzazioni. 
Inizia purificando te stessa e l'ambiente in cui eseguirai l'incantesimo con del fumo di palo santo o salvia bianca e usando l'olio essenziale come descritto.
Puoi posizionare la pietra sopra il piano di lavoro o tenerla fra le mani durante la visualizzazione.

MEDITAZIONE E VISUALIZZAZIONE

Una volta purificate te stessa e la stanza fai qualche respiro profondo per rilassarti e, quando ti senti pronta, accendi la candela che hai messo da parte per questo incantesimo. Per una durata compresa tra trenta secondi e tre minuti, concentrati sulla fiamma della candela, togliendoti tutto il resto dalla mente. Poi, sempre per un tempo compreso tra trenta secondi e tre minuti, chiudi gli occhi e tieni nella mente l'immagine della fiamma.

Dopo esserti concentrata sulla fiamma, posiziona la carta della Stella come in foto. Per alcuni istanti, immagina di camminare lungo un lago sotto un cielo pieno di stelle. Di tanto in tanto ti fermi per immergere i piedi nell'acqua. Senti la frescura e la piacevolezza dell'acqua scorre intorno ai tuoi piedi. Senti di essere tutt'uno con il lago, la terra e le stelle che brillano di intensità sempre crescente nel cielo sopra di te. Quindi, allarga le braccia verso l'esterno (sia nella visualizzazione che nella realtà) e ad alta voce pronuncia queste parole:

Invito i poteri dell'Universo
mi affido al mio sentire.
Aiutatemi a liberare il mio centro intuitivo,
a imparare ad aprirmi alla conoscenza
e alla guida che cerco.

A questo punto metti la carta della Sacerdotessa in posizione, come nel diagramma. Immagina di continuare a camminare lungo la riva del lago, fino a raggiungere un tempio. Il tempio prenderà la forma che la tua immaginazione vuole dargli. Visualizza te stessa mentre ti avvicini alle porte del tempio. Provi ad aprirle ma le trovi bloccate. Ci riprovi; questa volta ti basta toccare la maniglia della porta con la mano e, magicamente, la porta si spalanca e tu puoi entrare nell'atrio del tempio. 
A questo punto fai una pausa e pronuncia ad alta voce queste parole:

Apro le porte,
entro nel tempio,
entro dentro.
Sono tutt'uno con la conoscenza segreta.
Vedo con altri occhi.
Sento con altre orecchie.
Sento con altri sensi.

Adesso metti l'Eremita al suo posto. Immagina di addentrarti nel tempio, attraversando diversi ambienti (lascia che tua immaginazione li arredi come desidera).
Dopo un po' attraversi una porta e ti trovi in una stanza grande ma buia. Ci sono due pilastri - quelli raffigurati in alcune versioni della carta della Sacerdotessa. Tra quei pilastri si trova un altare, e su quell'altare c'è la tua candela! Cammini verso la candela, tendi le mani sopra di essa, senti il calore della fiamma (sia nella visualizzazione che nella realtà) e dici:

Tutto è chiaro
la conoscenza nascosta
viene alla luce della comprensione.

A questo punto, visualizza che non sei più nel tempio; sei di nuovo a casa e sei seduta sulla tua comoda sedia, con le carte e la candela davanti a te. 
Riprendi coscienza del tuo corpo quando sei pronta passa all'esercizio di visualizzazione seguente.

Inizia ad espandere la tua mente cosciente verso l'esterno visualizzandola come una spirale: metti in allerta i tuoi sensi, assorbendo tutti i segni e i suoni. Immagina una spirale sempre più ampia, che parte da te, si allarga nella stanza, attraversa le mura della casa, uscendo fuori in giardino o nella strada; e si allarga ancora ancora di più per entrare nelle case e negli edifici dei tuoi vicini, andando ancora più lontano, attraversando a spirale il tuo quartiere, la tua città, il tuo paese, il mondo e verso l'esterno nello spazio. Quindi, inverti il processo e avvicina sempre di più la tua coscienza, ritraendo la spirale indietro fino a dentro te stessa, seduta sulla sedia.
A questo punto, con attenzione e con la massima sensibilità possibile, recita la seguente affermazione:

AFFERMAZIONE

Sono aperta e ricettiva
ai livelli più alti di coscienza.
Gli spiriti guida sono qui per me
e io sono il canale delle conoscenze che offrono.
Sono aperta e ricettiva.
I miei centri intuitivi sono svegli.
Apro gli occhi e le orecchie
a tutte le impressioni e intuizioni
che arriveranno.
Ho scostato il velo dell'essere
e posso guardare oltre.
Apro le finestre di spazio e tempo
e vedo oltre.

Adesso rilassati e lascia andare tutti i tuoi pensieri. Svuota la mente, ma apri la tua coscienza e resta per un po' in attesa per ascoltare le intuizioni che arrivano.
Quando senti che è trascorso abbastanza tempo, annota tutte le impressioni che hai ricevuto su un quaderno. Se ti sembra di non aver ricevuto alcuna intuizione utile, non preoccuparti: hai appena iniziato e potresti stupirti di avere intuizioni in momenti inaspettati.
Se lo desideri, questo è un buon momento per proseguire con qualsiasi altro lavoro intuitivo a cui sei interessata, come le rune, il pendolo e, naturalmente, i Tarocchi.
Quando vuoi completare la tua sessione, puoi chiudere l'incantesimo semplicemente spegnendo la candela e mettendo via le carte.

Io ti aspetto, come sempre, nei commenti se ti andrà di raccontarmi com'è andato e se vuoi proseguire il tuo lavoro sull'intuito è disponibile, ancora solo per qualche giorno, il Magic book di maggio, interamente dedicato a questo tema.

Puoi scaricarlo gratuitamente iscrivendoti alla mia Magic letter da QUI.

mercoledì 20 maggio 2020

TAROCCHI: UNA STESURA PER ESPLORARE E SVILUPPARE L'INTUITO

TAROCCHI: UNA STESURA PER ESPLORARE E SVILUPPARE L'INTUITO

mercoledì 20 maggio 2020

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Nelle scorse settimane abbiamo parlato molto di intuito, prendendo consapevolezza, in particolare, del fatto che la società in cui viviamo ha per decenni valorizzato soprattutto le qualità razionali e il pensiero logico dell'essere umano, etichettando il sentire intuitivo come qualcosa di irrilevante, secondario e poco pratico. Questo ha creato nelle persone, la convinzione che, ascoltare l'intuito, farne una guida e impegnarsi per mantenerlo sempre vivo, fosse qualcosa di inutile e insensato.
Per tutta la vita la maggior parte di noi da scarso peso alle sensazioni di pancia e alle intuizioni che cercano di emergere dalla propria coscienza, lasciando così che il proprio intuito si atrofizzi e che la sua voce diventi sempre più debole rispetto a quella della ragione, che invece diventa sempre più forte e insistente, ma... non sempre ha ragione, anzi!
Quando si tratta di capire e gestire situazioni più legate al sentire, l'intromissione della voce della ragione può creare grande confusione: l'incapacità di riconoscere i sentimenti, di aprirsi, di lasciarsi andare, di fidarsi della propria voce interiore e la necessità di affidarsi sempre a qualcuno o qualcosa di esterno a noi per essere sicuri di star facendo le scelte giuste.
Per rimediare a tutto questo e ritrovare l'equilibrio perduto fra intuito e razionalità, quindi, è necessario andare a lavorare sulla parte debole – l'intuito, appunto – che, dopo anni in cui ci si è dedicati prevalentemente al pensare, è probabile che si sia parecchio atrofizzato.
La settimana scorsa lo abbiamo fatto con 3 esercizi di coaching, oggi invece saranno i Tarocchi a donarci consapevolezza sul tema con una stesura ad hoc.
Tieni presente che i Tarocchi sono di per sé un meraviglioso strumento per riattivare l'intuito sopito e già usarli anche solo per estrarre una carta al giorno e rifletterci su, è un esercizio utilissimo a questo scopo. La stesa di oggi, invece ti aiuterà a riconoscere, capire e fidarti dei tuoi doni intuitivi.

Prima di provare la stesura, ti invito, come sempre, a rilassarti e affidarti serenamente proprio alla tua intuizione che è parte più saggia e profonda di te. Ricorda che nel consultare i Tarocchi per l'introspezione personale, non esistono interpretazioni e risposte giuste o sbagliate, ma conta soltanto il significato che emerge per te dalle singole carte e dalla visione d'insieme.
Per questa stesura, come per la maggior parte delle stesure personali e introspettive, ti consiglio di scegliere un mazzo di Tarocchi intuitivo, cioè un mazzo in cui gli arcani minori non siano rappresentati da numeri (ad esempio 9 coppe) ma da immagini e scene disegnate, come quello che ho usato io nella stesa del mese e che vedi in foto.

Ecco lo schema da seguire - spiegato passo passo - per approfondire il tema dell'intuito, ricevere stimoli e consigli utili per connetterti ancora di più con il suo potere e impiegarlo nella tua vita.




1. Qual è il mio dono intuitivo?

Questa prima carta è un punto di partenza per esplorare il tuo mondo intuitivo e in particolare, in che modo il tuo intuito ama manifestarsi a te o attraverso quali canali: potrebbe farlo attraverso il corpo, con delle sensazioni fisiche; potrebbe farlo attraverso delle visioni che affiorano mentre sei più rilassata o attraverso una specie di voce interiore che ti parla nei momenti più inaspettati; o ancora attraverso i sogni, oppure attraverso delle sensazioni di smania che ti spingono a una rottura rispetto a qualcosa, o tramite delle rivelazioni improvvise che affiorano dalla tua coscienza. Potrebbe manifestarsi come una grande capacità di connessione con l'Universo, con le tue guide spirituali o con il tuo mondo interiore, oppure come una tendenza a dire la cosa giusta al momento giusto senza che tu sappia neanche il perché hai avuto bisogno di dire quella cosa.
Nella mia stesa, ad esempio, che vedi in foto, il mio dono intuitivo è rappresentato dalla carta del Mago e io ci ho visto subito la mia capacità di vedere oltre le apparenze, di immaginare come una situazione potrebbe evolversi usando il buon senso, e di canalizzare queste sensazioni in azioni concrete.

2. Cosa dovrei esplorare ulteriormente a questo proposito?

Questa carta ti suggerisce qualcosa da fare affinché tu possa imparare a conoscere ancora meglio il tuo intuito, oppure a ravvivarlo, se al momento è un po' sopito o ancora a coltivarlo nel tuo quotidiano.
Nella mia stesa, ad esempio, sembra quasi che il Mago, trasformatosi in un Fante, fra tutti gli strumenti che aveva sul tavolo ne abbia scelto uno in particolare: il pentacolo.
Questo mi indica una strada da seguire, un ambito da potenziare che è quello della vita pratica, del corpo e della dimensione esperienziale.
Il consiglio del Fante di denari (o pentacoli) potrebbe essere quello di coltivare l'attenzione alle sensazioni del corpo (mi viene in mente un percorso di Yoga che mi sta aspettando da un bel po') passare del tempo nella natura ed esplorare soprattutto quelle che sono le sensazioni fisiche.

3. Come posso migliorare le mie capacità intuitive?

Questa carta è un vero e proprio consiglio dagli arcani, un suggerimento su come risvegliare la nostra intuizione se è proprio addormentata o di come affinarla e renderla sempre più potente, se invece è già ben sveglia.
Nel mio caso, il 10 di spade, credo proprio mi stia suggerendo che va benissimo coltivare l'equilibrio fra intuito e ragione, ma in certi casi, dovrei proprio zittire del tutto la voce della ragione. Ad esempio nelle circostanze che riguardano esperienze sensibili.
Già il Fante di denari mi aveva suggerito di immergermi in questo tipi di esperienza e in quei contesti, il 10 di spade ribadisce di “uccidere” la voce della razionalità per immergermi totalmente nel sentire. 

4. Come posso imparare a fidarmi del mio intuito?

Questa carta, infine, rappresenta una via possibile per imparare a fidarsi dell'intuito poiché questo non è affatto scontato. Se imparare a riconoscere la voce dell'intuito può essere il primo passo per riportare il famoso equilibrio fra intuito e razionalità nella nostra vita, poi seguire davvero quella voce senza farsi bloccare da dubbi e paure, rappresenta il passo più importante, il modo per trasformare davvero il nostro intuito in una guida.
Nella mia stesa, ad esempio, ho colto un messaggio bellissimo: la carta della Ruota della fortuna mi dice che posso riconoscere la voce dell'intuito perché essa è messaggera di cambiamento; mi invita quindi a lasciar fluire quella voce, affidandomi al flusso del cambiamento.
Adoro questo messaggio e ho adorato ogni singola rivelazione che questa stesa mi ha portato!

Ti consiglio davvero di provarla e se ti va di condividere le tue riflessioni con me, come sempre puoi trovarmi su Instagram: posta una foto della tua stesa con le tue riflessioni e taggami così possiamo parlarne insieme.

mercoledì 13 maggio 2020

COME RISVEGLIARE L'INTUITO IN 3 SEMPLICI PASSI

COME RISVEGLIARE L'INTUITO IN 3 SEMPLICI PASSI

mercoledì 13 maggio 2020

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Nel post della scorsa settimana abbiamo iniziato a parlare di intuito e questo sarà il tema che ci accompagnerà per tutto il mese di maggio.
C'era una citazione in particolare che vorrei riprendere ed è quella di Albert Einstein:
“La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un servitore fedele. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono”. 

Questo concetto mi ha colpito parecchio perché, effettivamente, la nostra intuizione è molto condizionata dalla società e dai sistemi educativi, fin da bambini.
Quando siamo piccoli, siamo sintonizzati prevalentemente sul sentire, sull'emotività e il fare creativo. Più si cresce e più aumenta naturalmente anche il pensiero razionale e ragionato.
Questo però non dovrebbe comportare automaticamente un “declassamento” della nostra parte intuitiva che invece, di fatto, avviene a causa di numerosi fattori socioculturali.
Già il semplice starsene seduti a scuola per ore ad ascoltare, leggere, scrivere e fare di conto – tutte cose che hanno a che fare col pensare - dedicando sempre meno tempo a correre, giocare, esplorare – a quelle attività, cioè, che stimolano il sentire - gioca un ruolo importante a favore del primo e discapito del secondo.
La scuola e il sistema educativo prima, i condizionamenti sociali e il pensiero dominante poi,  costituiscono una palestra intensiva e unilaterale sul pensare, quindi il bambino prima e l'adulto poi, tenderà a sviluppare molto di più le facoltà razionali e poco quelle intuitive.
Questo con la conseguenza di creare un forte sbilanciamento fra due parti dell'essere umano ugualmente importanti: la nostra cultura ha di fatto stabilito che solo la razionalità sia una facoltà apprezzabile, mentre l'intuito e, ancora più a monte il sentire, sono considerati di scarsa utilità pratica.
Il pensare è stato così enfatizzato da monopolizzare anche la sfera del sentire, generando grande confusione: l'incapacità di riconoscere i sentimenti, di aprirsi, di lasciarsi andare, di fidarsi della propria voce interiore, la necessità di affidarsi sempre a qualcuno o qualcosa di esterno a noi per essere sicuri di star facendo le scelte giuste.

Per rimediare a tutto questo e ritrovare l'equilibrio perduto fra intuito e razionalità, quindi, è necessario andare a lavorare sulla parte debole – l'intuito – che, dopo anni in cui ci si è dedicati prevalentemente al pensare, è probabile che si sia parecchio atrofizzato.
Vediamo come fare, partendo da una possibile definizione.

CHE COS'È L'INTUITO

L'intuito è la parte più profonda e sensibile di te, fonte della tua saggezza interiore, quella parte che sa la verità, conosce sempre le risposte che ti servono e che, se ben allenato e coltivato, può insegnarti ogni giorno qualcosa, stupirti e guidarti sempre verso la strada più giusta per te.
Generalmente si manifesta sotto forma di sensazioni fisiche (le famose sensazioni di pancia) apparentemente insensate, spesso messaggere di una rottura; diversamente dalla razionalità che si manifesta invece sotto forma di pensieri logici e coerenti, spesso tendenti a mantenere o difendere uno status quo.

Se l'intuito si manifesta attraverso sensazioni fisiche, allora vuol dire che il corpo è la sua casa ed è proprio da lì che si può ripartire per risvegliare questa preziosa facoltà con qualche piccolo esercizio. Te ne suggerisco 3:

1. SENTI IL TUO CORPO

Siediti in una posizione eretta e comoda, chiudi gli occhi e porta l'attenzione al tuo respiro: esso era lì anche un attimo fa ma non sentivi niente perché la tua attenzione era focalizzata su tutt'altro. Senti dunque come sta il tuo corpo qui e ora. Che cosa ti comunica? Sta comodo, ha voglia di muoversi, è intorpidito, avverti qualche dolore o formicolio? Per ora non muoverti, non cambiare posizione, limitati a sentire. Avverti sensazioni piacevoli, spiacevoli o entrambe? Che cosa avrebbe voglia di fare il corpo? Stai per qualche minuto in questo ascolto interiore e poi lentamente riapri gli occhi.

2. SENTI L'ENERGIA NELLE MANI

Siediti in posizione eretta e comoda, chiudi gli occhi e lentamente avvicina i palmi delle tue mani fino a portarli a pochi centimetri di distanza. Resta così per un po' sentendo cosa si produce. Stai per qualche decina di secondi in “ascolto”, poi staccale e senti la differenza. Dopo qualche decina di secondi unisci le mani e senti la differenza. Infine riapri gli occhi.

3. PASSA UN PO' DI TEMPO NELLA NATURA

La natura è una splendida maestra per quanto riguarda il sentire ed è per questo che una delle cose più suggerite nei percorsi di risveglio dell'intuito è proprio quella di connettersi con essa, trascorrerci del tempo con la precisa intenzione di mettersi in ascolto. 
Se puoi scegli un posto che ami particolarmente, che ti è già familiare e nel quale, quindi, tale connessione diventa più facile. Cerca un angolo il più possibile silenzioso per non avere distrazioni.
Mettiti a tuo agio, siediti e respira profondamente, rilassati. Guardati intorno, osserva tutto ciò che accade, anche cose piccole come il movimento di una formica o dei rami nel vento.
Cerca di essere il più possibile aperta e recettiva, chiedi alla natura di donarti un segno: una foglia che ti cade vicino, uno stormo di uccelli migratori che vola sopra di te, un insetto che sale sulla tua mano o ti si posa sulla spalla. Questo è il modo che ha l'Universo di comunicare, quindi presta
attenzione anche alle più piccole cose e naturalmente alle tue emozioni e, ancora, alle sensazioni del corpo.

Nota: molti esercizi sul sentire e sulla connessione con il corpo e le emozioni funzionano meglio se fatti ad occhi chiusi, perché ad occhi aperti la nostra attenzione è inevitabilmente attratta e distratta dall'esterno. Invece in questi esercizi la cosa importante è rilassarsi e lasciare che la percezione del corpo si metta a fuoco da sola, poiché il sentire interiore funziona all'opposto della percezione esteriore: in quest'ultima ci focalizziamo attivamente su certe cose, mentre se vogliamo sentire dentro dobbiamo rilassarci e ricevere quelle sensazioni, emozioni, segnali che il nostro corpo e il nostro inconscio continuamente ci mandano.

La settimana prossima, saranno i Tarocchi a darci ulteriori spunti sul tema con un paio di stesure ad hoc, ma intanto ti lascio alla tua pratica e alla riscoperta del tuo sentire intuitivo.
Dopo questi esercizi, ti sarà sicuramente più chiaro cosa si intende per "sentire": provali per diversi giorni e sentirai pian piano che qualcosa dentro di te inizia a risvegliarsi. Fammi sapere come va nei commenti, ti aspetto!

mercoledì 6 maggio 2020

INTUITO VERSO RAZIONALITÀ: UNA DICOTOMIA  APPARENTE?

INTUITO VERSO RAZIONALITÀ: UNA DICOTOMIA APPARENTE?

mercoledì 6 maggio 2020

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L'essere umano è una creatura meravigliosa e complessa, piena di qualità, risorse e talenti. Tra le facoltà di cui disponiamo ve ne sono due che, per varie ragioni, sia naturali che sociali, vengono spesso messe in contrapposizione, come in un'eterna lotta in cui l'uno debba per forza prevalere sull'altro: sto parlando dell'intuito e della razionalità. Entrambi in realtà sono utili e necessari al benessere psicofisico, alla realizzazione individuale e al buon andamento della vita sociale.
Accade però, che spesso l'attivazione di una delle due facoltà inibisce, del tutto o solo in parte, l'altra: mentre pensiamo non riusciamo ad ascoltare la voce dell'intuito in maniera nitida e viceversa. In altre parole, essere in contatto con le sensazioni richiede, in genere, di non pensare, poiché quando siamo sintonizzati su una delle due funzioni, escludiamo i buona parte o del tutto l'altra.
Immagina di trovarti a fare una passeggiata nella natura, in montagna o in campagna magari. Se passi la maggior parte del tempo a pensare e rimuginare, difficilmente potrai apprezzare quello che c'è intorno a te e trarre dall'esperienza una qualche gratificazione, perché il pensare ti impedisce di focalizzare la tua attenzione sul sentire e quindi di entrare davvero in contatto con la natura e con la sua capacità di rigenerarci.


Una distinzione necessaria fra sentire e pensare

Vediamo di chiarire meglio che cosa si intende con sentire (verbo legato all'intuito) e con pensare (verbo legato alla razionalità) poiché capire questa differenza ci aiuta a riconoscere quando siamo focalizzati sull'uno o sull'altro e quindi ad accedere consapevolmente ad entrambe le risorse al momento giusto.

  • Il sentire è ciò che si percepisce direttamente di una situazione, di un oggetto, di una persona, ecc. Esso si manifesta per lo più sotto forma di sensazioni fisiche che si attivano nel nostro corpo (a volte impercettibili a volte più importanti come un nodo in gola, un tremore, un brivido lungo la schiena, un aumento di respirazione o di sudorazione, ecc.) di emozioni e sentimenti che si smuovono, di intuizioni, immagini e suggestioni che nascono in noi spontaneamente. Appartiene al sentire, ad esempio, la sensazione di dolcezza che avvertiamo in bocca quando mangiamo un cioccolatino o le tenere emozioni che proviamo nel vedere un cagnolino o anche la piacevole sensazione fisica che deriva da una carezza o da un abbraccio di un nostro simile.
  • Il pensare è invece l'interpretazione che di tale situazione o esperienza ci dà la nostra mente e che può essere anche in antitesi a quanto provato: ad esempio “la cioccolata mi fa ingrassare”, “meglio non accarezzare qual cucciolo altrimenti mi affeziono”, “non sta bene farsi abbracciare da qualcuno che conosco poco”.

Mentre il sentire è sempre immediato e spontaneo, il pensare è inevitabilmente influenzato a priori dai nostri schemi mentali, dai pregiudizi, dai valori e costumi della cultura e società a cui apparteniamo. Sentire è essere in contatto diretto col qui e ora, percepire la realtà del momento, mentre pensare è sovente un proiettare le proprie speranze, paure e credenze sulla situazione stessa.

Il sentire è la cosa più nostra che abbiamo. Il pensare, invece, non è del tutto nostro, poiché come abbiamo appena visto, è costituito in gran parte da credenze e idee per lo più ereditate culturalmente. Il pensare è facilmente manipolabile, difatti mediante le molte forme di condizionamento sociale si possono portare gli individui a ritenere vere, giuste e naturali cose che non lo sono affatto e, viceversa, a considerare false e inesistenti cose reali. Il sentire, invece, non è manipolabile: non si può spacciare una sensazione spiacevole per piacevole, lo si può far credere con le parole, ma alla prova dei fatti la verità salta fuori. Qualcuno può convincerti che la cioccolata sia cattiva, ma se hai il coraggio di sottoporre a verifica tale affermazione assaggiandola, non potrai fare a meno di provare una sensazione dolce e piacevole, che smentirà ogni tentativo di farti credere il contrario.

Il pensiero logico e razionale, però, è anche quella parte di noi che sa pianificare, organizzare e finalizzare, quindi è essenziale per trasformare il sentire e le intuizioni in scelte e azioni pratiche, che facciano dell'intuizione una felice realtà.
Ecco perché è molto importante recuperare la nostra parte sensibile e intuitiva per poi trovare un buon equilibrio e un dialogo costruttivo fra queste due parti di noi.


Per un recupero del sentire

Albert Einstein ha scritto:
“La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un servitore fedele. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono”.

Credo che in questa frase si concentri tutto ciò che c'è da sapere sul tipo di rapporto fra intuito e ragione che spesso si instaura in noi (abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono) e su come sarebbe bene che invece si rapportassero l'un l'altro (la mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un servitore fedele).

È quindi fondamentale innanzitutto rivalutare il sentire, per poi riconciliarlo e integrarlo con il pensare. Ci sono momenti in cui bisogna affidarsi all'intuito e momenti in cui bisogna utilizzare la razionalità, ma se per anni, ci si è dedicati prevalentemente al pensare, è probabile che le facoltà sensibili e intuitive si siano un po' atrofizzate e così, quando servono, non funzionano più come dovrebbero, manifestando sensazioni confuse, distorte o che non riusciamo a decifrare a causa delle interferenze della razionalità.
Riattivare la nostra parte intuitiva però è possibile e non è neanche un'operazione difficile, faticosa e infinita, come si potrebbe credere: basta investire in questo intento un po' di tempo e di energie in tre piccoli step:

  1. rendersi conto della necessità di riattivare tale funzione ed è quello che sto cercando di stimolare in te in questo post;
  2. volersi impegnare in tal senso e questa è una responsabilità che spetta interamente a te;
  3. esercitarsi con tecniche e situazioni appropriate. Questo si può imparare attraverso libri, corsi e seminari ma se vuoi, puoi attendere il blog post della settimana prossima in cui ti suggerirò alcuni esercizi pratici per risvegliare ed allenare l'intuito.

Nel frattempo, nel Magic book di maggio, puoi già approfondire l'argomento lavorando proprio per richiamare e risvegliare in te questa importante qualità.

Se non hai ancora il tuo Magic book di Maggio puoi scaricarlo, insieme ad  altri bellissimi regali, iscrivendoti
QUI.
Buona lettura e buon lavoro!

lunedì 10 settembre 2018

COSA INTENDO QUANDO PARLO DI INTUITO, MAGIA E POTERI

COSA INTENDO QUANDO PARLO DI INTUITO, MAGIA E POTERI

lunedì 10 settembre 2018

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Ci sono dei termini che uso spessissimo quando scrivo e quando parlo con le mie clienti: intuito, magia (guarda caso le mie parole dell'anno del 2017 e del 2018), potere e credo valga la pena provare a spiegare meglio il significato che hanno per me queste parole soprattutto perché, nel linguaggio comune, possono assumere tante sfumature diverse.

lunedì 26 febbraio 2018

FAI DELL'INTUITO L'ARMA SEGRETA DEL TUO BIZ

FAI DELL'INTUITO L'ARMA SEGRETA DEL TUO BIZ

lunedì 26 febbraio 2018

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Nelle ultime settimane, ho parlato spesso di intuito, magia e piccoli business (a proposito del concetto di piccoli business devi leggere assolutamente questo post).
So che i due termini potrebbero sembrare quanto di più distante possa esistere e infatti quando si parla di business entri sempre in modalità Miss Razionalità-on vero?
Ti siedi alla tua scrivania e inizi a fare progetti, pianificare, studiare i numeri e seguire gli esempi di quelle che ce l'hanno fatta, frequentare corsi on line e una quantità di altre cose molto molto razionali e lineari.
Importanti, a dire il vero, ma se senti che manca qualcosa è perché probabilmente non stai dando il giusto peso all'altra parte, altrettanto importante, di te: il tuo intuito.

lunedì 20 novembre 2017

TAROT AT WORK: INTERVISTA A GIADA CARTA

TAROT AT WORK: INTERVISTA A GIADA CARTA

lunedì 20 novembre 2017

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Le immagini sono tratte dal sito di Giada Carta

Siamo al terzo lunedì del mese e, se mi segui da un pò sai che c'è l'appuntamento con donne speciali che usano nel loro lavoro i Tarocchi o le Carte Ispirazione.
Oggi ti faccio conoscere una delle mie muse preferite, Giada Carta.
Di lei ti avevo già parlato qui, e sono felicissima di ospitarla nel mio blog perchè per me è stata davvero una presenza speciale. Con i suoi insegnamenti, in splendido equilibrio fra intuizione e senso pratico, mi ha guidato in un momento molto delicato, quando ho deciso di riavvicinarmi al mio intuito, di ritrovare il contatto con il mio centro.
Da allora la seguo sempre e ti sugerisco di fare lo stesso perchè è sempre generosa di ispirazioni e buoni consigli. Insomma, a me ha svoltato!
Giada è spiritosa e battutara ma sa essere anche inflessibile e stimolante al momento giusto; è intuitiva ma anche razionale e super organizzata quando necessario.
Nel suo lavoro è una dea e indovina un po'? Usa Tarocchi e Oracoli per ispirare se stessa e le sue clienti. Vuoi scoprire come? Ecco la sua intervista, preparati a prendere appunti perchè, come nel suo stile, ci sono un sacco di dritte interessanti  ;-)

lunedì 30 ottobre 2017

TRE SCOPI DIVERSI PER CUI LEGGERE I TAROCCHI

TRE SCOPI DIVERSI PER CUI LEGGERE I TAROCCHI

lunedì 30 ottobre 2017

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Quando si parla di Tarocchi, la maggior parte di noi associa immediatamente questo strumento al fine di leggere il futuro. I Tarocchi sono, infatti, conosciuti soprattutto per questa funzione che è, probabilmente, la più praticata e radicata. mentre si tende, purtroppo, ad ignorare almeno altri due scopi utilissimi per cui usarli: fare introspezione e dunque acquisire consapevolezza e chiedere consigli.

In questo post voglio spiegarti perché - anche se l'approccio predittivo è quello più diffuso - a mio avviso è un altro il modo più utile per usare i Tarocchi: come uno strumento di crescita personale, qualcosa che non ti dica cosa ti accadrà fra qualche settimana, ma cosa fare affinché i tuoi desideri si realizzino, come agire su di te per superare i tuoi blocchi, quali talenti ed energie possono aiutarti a diventare chi vuoi essere.
Vediamo uno per uno i tipi di lettura.

LEGGERE PER "SBIRCIARE" IL FUTURO

Questa lettura, da molti definita cartomantica (dal termine "Mantica": antica arte di divinare il futuro interpretando segni di varia natura), usa i simboli, le allegorie e gli archetipi delle carte per capire cosa accadrà nel futuro.
È una pratica che risale ad antichità remote: fin dalla notte dei tempi l'uomo ha sempre avuto e assecondato il bisogno di sapere prima il momento di un ritorno, l'esito di una battaglia, la direzione da prendere per trovare un riparo. La pratica di predire il futuro è antica e usa l'intuito e la sensibilità che ognuno di noi ha, seppure sviluppate in misura diversa.
Non mi dilungo troppo sul se e come possa avvenire una previsione, quello su cui voglio soffermarmi, invece, è l'atteggiamento di chi la fa e di chi la riceve, perché quando usiamo le carte a questo scopo, prestiamo il fianco alla tentazione di restare inerti rispetto al responso.
Mi spiego meglio: quando si usano i Tarocchi per predire il futuro, l'atteggiamento di chi riceve la lettura tende quasi sempre ad essere passivo. La sensazione è quella di ricevere una sorta di sentenza inappellabile dagli arcani e di non poter fare nulla per cambiarla o dover soltanto aspettare che gli eventi pronosticati si realizzino.
Niente di più sbagliato: è molto importante, invece, essere consapevoli che nulla accadrà se non saremo noi a farlo accadere, o che nulla cambierà se non saremo noi a volerlo e quindi ad agire di conseguenza. Perciò, mai prendere il responso degli Arcani come un destino ineluttabile.
Siamo sempre padroni del nostro destino e il futuro non è altro che il risultato delle azioni che mattiamo in pratica oggi.
Gli Arcani possono al più disegnare delle prospettive su come una situazione potrebbe svilupparsi se continuiamo a comportarci in un certo modo e a seguire la stessa strada. Starà poi a noi, se quella prospettiva ci piace, continuare per quella strada; se non ci piace, cambiare rotta.
Quindi, più che chiedere alle carte cosa accadrà, può essere utile usarle per analizzare il presente e capire quali sviluppi futuri potrebbe avere. In questo senso, secondo me, si può parlare - con accortezza - di uso dei Tarocchi per "vedere" il futuro. Si tratta più che altro di mettere in luce aspetti del presente che non conosciamo e così analizzare quali posano essere le potenzialità del futuro.


LEGGERE PER FARE INTROSPEZIONE E CREARE CONSAPEVOLEZZA

Questo tipo di lettura, usa i simboli, le allegorie e gli archetipi delle carte per stimolare nelle persone una connessione profonda con se stesse.
Se le domande vengono ben poste, i Tarocchi possono fornire un validissimo stimolo per guardarsi dentro e, con l'aiuto dell'intuito, comprendere di se stessi molte più cose di quante si possano capire usando solo la tua razionalità.
In relazione alla domanda posta (ad esempio: a che punto mi trovo della mia vita? Dove sto andando? Cosa devo lasciar andare a livello emozionale? Cosa sento rispetto a questa situazione? Ecc.) si possono stimolare intuizioni sorprendenti che non sono, o sono solo in parte, legate ai significati tradizionali e codificati dei Tarocchi, ma vengono più dalla pancia e dall'ispirazione del momento.
Qualcosa nella carta desterà la tua attenzione e quel particolare sarà la chiave d'accesso al tuo mondo interiore. Se lo hai notato, probabilmente il tuo inconscio ha bisogno di dirti qualcosa che è legata a quel particolare. Perciò puoi usarlo come trampolino di lancio per dare via libera ai tuoi pensieri. Lascia la mente vagare, senza limitarti.
Lo scopo è tirare fuori ciò che la carta ti suscita perché quello è il messaggio che ti serve, ciò che hai bisogno di sapere in quel momento.

LEGGERE PER CHIEDERE CONSIGLIO

Un modo semplice, efficace ed utilissimo di usare i Tarocchi è quella di chiedere dei consigli, delle strategie di azione. Non parlo solo di consigli su questioni esistenziali o molto importanti, ma anche su piccole faccende quotidiane, che possono sembrare anche banali, ma che magari ti creano qualche ansia.
Ti sarà capitato, vero, di non riuscire a fare una scelta, di non sapere come affrontare un problema, di chiederti quale fosse il modo giusto di approcciarti a una novità, di non saper decidere se fare una cosa o non farla?
Ovvio. Beh, in tutti questi casi puoi estrarre una carta chiedendo ai Tarocchi un consiglio su cosa fare o come comportarti. Non è fantastico? È come avere la tua migliore amica, quella più sincera in assoluto che se deve ti fa pure le lavate di capo, sempre a portata di mano.


Personalmente, penso che i Tarocchi siano uno strumento talmente completo e sfaccettato da poter essere usati in moltissimi modi utili e creativi.
Sono però convinta che la cosa importante sia l'atteggiamento che abbiamo nell'usarli nell'uno o nell'altro modo: possiamo chiedere lumi sul nostro futuro, ma è importante fare attenzione a non cadere in atteggiamenti di attesa passiva o di vittimismo. Se il responso non ci piace, invece di piangerci addosso, chiediamo semmai un consiglio su cosa fare per migliorare la situazione.
Se invece ci piace, non è che poi possiamo incrociare le braccia spettando che si avveri. Dobbiamo essere noi a far sì che le cose accadano e se non sappiamo come fare, possiamo sempre chiedere un consiglio su come muoverci. Dunque non attendere passivamente che gli eventi previsti si realizzino, ma chiedere consigli da mettere in pratica. Chiedere per agire, assumendo un ruolo attivo e responsabile.
Ancora: se stiamo vivendo una crisi esistenziale o facendo bilanci di vita chiedendoci perché la nostra realtà non ci rispecchia, possiamo usare i Tarocchi per esplorare noi stesse, capire cosa non va, sciogliere nodi, superare blocchi.
Anche qui staremmo assumendo un ruolo attivo: chiedere per capire.
Capita anche che i diversi modi di usare i Tarocchi si mescolino tra di loro, a volte i confini possono sfumare, dipende molto dalle domande che facciamo.

E tu come preferisci usare i Tarocchi? Per introspezione, consigli o futuro? Se ti va, scrivimelo nei commenti.

lunedì 11 settembre 2017

COME SCEGLIERE IL TUO MAZZO DI CARTE

COME SCEGLIERE IL TUO MAZZO DI CARTE

lunedì 11 settembre 2017

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Nella foto. In alto: a sn. Tarocco Indovino di Sergio Ruffolo (Dal Negro); a ds. Tarocchi di Marsiglia di Jodorowsky-Camoin. In basso: a sn. Soul Coaching Oracle Cards di Denise Linn; a ds. Carte d'ispirazione “Anima libera” di Ilaria Ruggeri







Quando ho iniziato ad avvicinarmi ai Tarocchi, non avrei mai immaginato che esistessero così tanti mazzi diversi. Scelsi il primo seguendo l'istinto: lo avevo visto usare da una cartomante che me li leggeva spesso e mi piacevano i disegni. Tra i tanti che usava, erano quelli che mi erano rimasti più impressi.
Immagino anche te: quante volte avrai pensato di volerti avvicinare alla lettura delle carte, ma non avevi idea di quale mazzo prendere? E così hai lasciato perdere... Del resto, come dicevo, ce ne sono tantissimi in circolazione, anche molto diversi tra loro, e dunque come fai a scegliere quello giusto per te, se non sai distinguerli?

Per aiutarti nella scelta, ecco un breve vademecum sulle principali tipologie di carte: Tarocchi e Carte di ispirazione, e sulle differenze più importanti.

Cosa c'è da sapere

La sostanziale differenza fra Tarocchi e Carte di Ispirazione sta nella struttura e nella composizione del mazzo.

Il mazzo di Tarocchi è sempre composto da 78 carte suddivise in due corpi: i 22 Arcani Maggiori e 56 Arcani Minori.
  • Gli Arcani maggiori sono numerati da I a XXI più Il Matto che non ha numero o ha il numero 0. Hanno un nome e rappresentano figure umane, animali o allegoriche. Descrivono un processo umano universale che comprende tutti gli aspetti spirituali dell'esistenza.
  • Gli Arcani minori si compongono delle 40 carte numeriche (dall'Asso al 10) più le 16 carte figurative (Fanti, Regine, Re, Cavalieri) suddivisi nei 4 semi di Spade, Bastoni, Coppe e Denari. Ci consentono di esaminare gli aspetti quotidiani della vita materiale, emotiva, psichica e intellettuale.
I Tarocchi hanno anche una struttura che si basa sui numeri e sui semi; la struttura dei tarocchi è evolutiva cioè rappresenta simbolicamente le tappe della vita e delle vicende umane, dal principio alla realizzazione.

Tra i tantissimi tipi di Tarocchi puoi fare riferimento, per orientarti, a due grandi gruppi principali: 

  • quelli di cultura latina riconducibili allo standard del Tarocco di Marsiglia. Si caratterizzano per il fatto che le carte numeriche sono rappresentate con delle quantità del seme. Ad esempio nel 5 di Coppe vedrai 5 coppe, nel 9 di Denari vedrai 9 monete, ecc. Ad un principiante potrebbero sembrare un tantino ostici e difficili da interpretare, ma dopo aver fatto pratica, si potrebbe constatare che proprio questa "neutralità" lascia l'intuito più libero di viaggiare. 
  • I mazzi dell'area anglosassone, riconducibili alla tipologia del Tarocco Rider Waite-Smith, invece, presentano personaggi e scene, a volte anche delle parole chiave. Nelle carte numeriche, quindi non troverai ad esempio 7 coppe ma una scena, con personaggi, oggetti, un paesaggio, delle azioni che si compiono. Anche se la simbologia delle 7 coppe resta, è comunque collocata all'interno di una scena. Per chi inizia può essere più semplice interpretare e farsi ispirare da un disegno di questo genere.

Ricorda anche che molti mazzi possono mescolare vari sistemi e/o ispirarsi alle carte da pocker e, in questo caso, troverai semi diversi: al posto di coppe, bastoni, spade e denari vedrai cuori, fiori, picche e quadri.
I cuori corrispondono alle coppe, i fiori ai bastoni, le picche alle spade e i quadri ai denari.


Nelle Carte di ispirazione, o Carte oracolo, il numero delle carte non è fisso come peri Tarocchi, ma è variabile; non troverai la suddivisione fra Arcani Maggiori e Minori ma carte dello stesso “livello” contenenti raffigurazioni di personaggi o scene, accompagnate da una o più parole chiave se non addirittura da una frase motivazionale o da un vero e proprio consiglio su un'azione da compiere.
Le Carte di ispirazione sono per questo molto facili da interpretare come veri e propri messaggi dell'anima.

Adesso conosci le principali differenze tra i mazzi e hai qualche elemento in più per scegliere quello più adatto a te e al tuo livello di partenza.

Il mio primo mazzo, ad esempio, era di produzione italiana, ma di ispirazione anglosassone e per iniziare è andato benissimo. Poi, comunque, ogni confezione di carte contiene un piccolo libretto esplicativo che può esserti di supporto in caso di dubbi che il tuo intuito, da solo, non riesce a superare. Questo, all'inizio, potrebbe capitare.
Ciò che funziona veramente, però, se vuoi davvero risvegliare l'intuito, è l'osservazione, quindi cerca di non cedere subito alla tentazione di leggere i significati delle carte sul libretto. Prima osserva bene le tue carte e lascia affiorare le tue impressioni, rispetto a ciò che vedi. Se il senso di una carta non ti è subito chiaro, lasciala decantare: l'intuizione potrebbe affiorare dopo un po' di tempo, perché privarti di questo progresso? I significati "da libretto", avrai tutto il tempo per leggerli dopo che avrai preso un po' di confidenza con il tuo mazzo.

Ora passa al sentire

Infine, mi raccomando, nella scelta del tuo mazzo, lasciati guidare anche dal cuore: scegli qualcosa che ti piace esteticamente, che ti emoziona, ti ispira e ti comunica qualcosa. È importante che non trovi le immagini completamente incomprensibili, ma che ti senta in sintonia con loro. Se ti sembrano troppo fredde, scure e ti creano disagio, continua a cercare. Se invece un mazzo ti incuriosisce e sembra chiamarti, ha colori e disegni che ti piacciono e ispirano allora, con molta probabilità, quello è un mazzo giusto per te. Prova se hai tempo a fare un giro su Pinterest per vedere le immagini, poi su Amazon per trovare diversi tipi di carte.

Detto ciò non mi resta che lasciarti alla tua esplorazione. Ehi, poi se ti va raccontami nei commenti quale mazzo hai scelto, sono curiosissima, ti aspetto!

lunedì 31 luglio 2017

LUGLIO DI CAMBIAMENTO; AGOSTO DI STUDIO

LUGLIO DI CAMBIAMENTO; AGOSTO DI STUDIO

lunedì 31 luglio 2017

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Lo dicevo ieri su Instagram: è inutile, l'estate mi manda in coma è più forte di me. Sono una freddofila inside, sarà che sono nata a dicembre, ma al freddo mi sento a mio agio mentre il caldo mi fiacca, mi fiacca, mi fiacca! Eppure questa estate, nonostante tutto sono successe cose e ho buoni propositi da mettere in campo nel periodo che resta prima dell'agognato autunno. Oggi è l'ultimo di luglio e cade proprio di lunedì, giorno in cui di solito pubblico il post settimanale. Così mi è venuta voglia di raccontarti di come ho passato questo mese, un luglio caldo e memorabile che ha portato due novità importanti e dei miei piani d'attacco per agosto.

La prima novità ce l'hai davanti a te: è questo blog. Ce l'avevo in testa da tanto e ci lavoravo da quasi due mesi, solo che non mi decidevo mai a renderlo pubblico. Scrivevo, scrivevo come se mi rivolgessi a una persona precisa, una donna come me, in transito... ma poi tenevo tutto per me.
Il problema era la paura. Avevo paura del giudizio. E ne ho ancora in realtà: temo la reazione che possono avere le persone che mi conoscono, che mi hanno conosciuta sempre in un certo modo, che non sanno nulla di me negli ultimi mesi. Non sanno che sto vivendo un periodo ad “alto tasso di spiritualità”, alla ricerca del mio centro, provando a riconnettermi con il mio sé profondo, la mia parte più intuitiva.
Per anni ho organizzato eventi e tutti mi conoscono come una persona molto pragmatica, che pianifica, comunica, mette in pratica idee, legge, s'informa, non lascia nulla al caso... penso a come potrebbero reagire sapendo che adesso mi sto interessando di intuito, spiritualità, magia e tutto quello che leggi qui dentro. Cose un po' strane agli occhi di molti, diciamocelo! Eppure sono qua. Io scrivo e tu mi leggi adesso, perchè finalmente ho deciso di fare un primo piccolo passo e condividere i miei post su Instagram, il luogo virtuale in cui al momento mi sento meglio (poi, infatti, ti parlo anche di questo, aspetta eh).

lunedì 24 luglio 2017

IL POTERE MAGICO DEGLI ANIMALI DOMESTICI (PARTE SECONDA): LA MIA ESPERIENZA

IL POTERE MAGICO DEGLI ANIMALI DOMESTICI (PARTE SECONDA): LA MIA ESPERIENZA

lunedì 24 luglio 2017

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Come promesso, eccomi di nuovo a parlarti del magico potere degli animali domestici.
La volta scorsa ne ho parlato in generale con qualche bell'esempio, ma non vedevo l'ora di raccontarti la mia esperienza diretta.

Se hai letto qui, saprai già che ho due cani con i quali vivo un rapporto quasi simbiotico. Sono con me ormai da nove anni.
Dolly, la grande, ho voluto adottarla dopo la morte di mia madre, detto in modo molto semplicistico, probabilmente spinta dalla necessità di colmare un vuoto. Avevo bisogno di avere qualcosa che mi responsabilizzasse, che dipendesse dalle mie cure e che quindi mi desse lo stimolo a muovermi e a fare, impedendomi di abbandonarmi alla tristezza, al vuoto della perdita e di passare le giornate nell'inedia.
Ha funzionato. Lei mi ha dato la spinta per ricominciare e anche una nuova routine a cui non potevo sottrarmi. Dovevo accudirla, darle da mangiare, portarla fuori. Non c'è tristezza che tenga quando un musetto bianco ti fa gli occhioni dolci per portarla a spasso. Anche se vorresti stare tutto il giorno incollata al divano guardando il soffitto, quello sguardo è capace di smuovere anche le pietre. Figuriamoci se non smuoveva me dal divano. Lei è stata un regalo di mia madre.

lunedì 17 luglio 2017

IL POTERE MAGICO DEGLI ANIMALI DOMESTICI (PARTE PRIMA)

IL POTERE MAGICO DEGLI ANIMALI DOMESTICI (PARTE PRIMA)

lunedì 17 luglio 2017

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Volevo scrivere un post in cui parlare del potere magico degli animali domestici, sia in generale che raccontando di esperienze dirette con i miei due cani. Scrivendo, però mi cono accorta che l'argomento mi prende così tanto da farlo diventare un post molto lungo, così ho deciso di spezzarlo. 
Nel post di oggi ti parlerò dell'argomento in generale mentre nel prossimo ti racconterò delle esperienze che ho vissuto direttamente con i miei pelosetti.

Gli animali domestici, fedeli compagni di tutte le "streghe" che si rispettino, da sempre popolano miti e leggende legati alla magia. I gatti in particolare sono protagonisti incontrastati di storie e avventure magiche, seguiti da altri animali, non proprio domestici come gufi, civette, conigli, porcospini, furetti, e altri piccoli animali chiamati in gergo stregonesco “famigli”.
Anche i miei amati Tarocchi sono pieni di animali, segno che essi hanno sempre svolto un ruolo importante nel processo evolutivo dell'uomo e che possono essere per noi delle vere e proprie guide.
E ai giorni nostri? Bhe, è innegabile, a prescindere dalle leggende e dalle epoche, che gli animali abbiano una sensibilità, un istinto e un intuito molto potenti e di gran lunga superiori a quelli umani e, vivendo a stretto contatto con noi, queste loro peculiarità possono in qualche modo aiutarci nella nostra vita di tutti i giorni, se non addirittura accrescere le nostre doti personali.
In questo post voglio farti alcuni esempi di come, in generale, gli animali domestici possono aiutarci con i loro “superpoteri”.

lunedì 10 luglio 2017

TI CONSIGLIO UN LIBRO: BIG MAGIC

TI CONSIGLIO UN LIBRO: BIG MAGIC

lunedì 10 luglio 2017

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L'11 agosto 2016, postavo su Instagram questa foto qui. Non immaginavo che sarebbe stato l'inizio di un lungo “viaggio magico”, pieno di scoperte, di sorprese e di cambiamenti importanti. Sapevo soltanto che ero in cerca di idee, di un'ispirazione creativa e avevo seguito il consiglio di leggere quel libro di Elizabeth Gilbert (hai presente l'autrice del best seller “Mangia, prega, ama”? Ecco, è sempre lei), di fregarmene della razionalità, affidandomi a metodi più intuitivi, e apparentemente un po' strani, come l'utilizzo di un mazzo di carte.
Oggi voglio consigliare a te lo stesso libro perchè per me, la scintilla è scattata proprio con Big Magic.

lunedì 3 luglio 2017

NATURA CHE NUTRE L'ANIMA [POST + PODCAST]

NATURA CHE NUTRE L'ANIMA [POST + PODCAST]

lunedì 3 luglio 2017

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Ascolta "Puntata #004 - Natura che nutre l'anima" su Spreaker.

Questo fine settimana ho fatto una bellissima escursione e volevo proprio raccontartela. Non per fare la figa ma per condividere con te le sensazioni che ho provato, così il prossimo week end, magari, invece di farti vincere dalla pigrizia e da Netflix, partirai anche tu alla ricerca di posti come questi, che ti ritemprano l'anima. Garantito.

Stare in mezzo alla natura è un modo potente ed efficace per rilassarsi, raggiungere uno stato di benessere e di pace tali da permettere una profonda connessione con noi stesse. Le persone più spirituali assicurano che in ambienti incontaminati è possibile fondere la natura umana con quella della Terra, facilitando così il risveglio del proprio potenziale spirituale.
Stare nella natura è l'ideale per ispirarsi, per meditare, per sentire il fluire libero delle emozioni. La bellezza del paesaggio, i colori, i suoni sono tutti elementi che ci aiutano a farlo. Ecco perché voglio raccontarti della mia gita: per ispirarti e invitarti a fare lo stesso.

Domenica mattina sono partita con il mio compagno in direzione Abruzzo. Se hai letto qui, sai già che vivo nelle Marche, quindi i posti che volevo visitare non sono lontani.
Avevo bisogno di trascorrere qualche ora nella natura e nel silenzio, lontano dalla mia cittadina di mare che nei sabati e nelle domeniche d'estate si riempie di turisti e quindi di traffico e di rumori.
Sapevo che l'Abruzzo è una regione meravigliosa, dalla natura mistica e selvaggia, ancora in gran parte incontaminata e da tempo desideravo andarci.
Avevamo deciso di visitare il Lago di Scanno, ma una volta arrivati lì si è scatenato il nubifragio, un misto incredibile di grandine e goccioloni. Va bè, poco male – ci siamo – detti, prendiamoci quello che la natura ci dà.
Tra l'altro era ora di pranzo quindi abbiamo passato un paio d'ore al coperto e una volta finita le tempesta (quelle estive, si sa, durano poco), abbiamo deciso di tornare comunque indietro perchè sulla strada avevamo costeggiato un altro lago che mi aveva impressionato particolarmente. Si tratta del Lago di San Domenico.

Mi avevano colpito e affascinato il verde profondo dell'acqua e la vegetazione rigogliosissima.
Il lago si trova tra le gole delle montagne e vedere queste immense pareti rocciose così vicine, gettarsi  capofitto tra le acque mi aveva fatto sentire infinitamente piccola di fronte a uno spettacolo maestoso e imponente. Il cielo  nuvoloso rendeva i colori ancora più profondi e misteriosi.





Siamo scesi dalla macchina e abbiamo iniziato a costeggiare il lago a piedi fino a un ponte che permetteva di attraversarlo. Camminare sopra le sua acque di un verde rubino così profondo è stato allo stesso tempo inquietante e sorprendente. Il colore dell'acqua e quello degli alberi si mescolavano a meraviglia, in un gioco di sfumature così intenso da togliere il fiato.





Dopo il ponte c'era un minuscolo santuario incastonato nella roccia. Ci sono entrata e ho incontrato il mio animale guida (te ne parlerò, promesso!), il lupo, dipinto tra gli affreschi che raccontano la leggenda del Santo.
Il lago si trova tra le gole del Sagittario, il mio segno zodiacale. Due indizi che questo posto rappresenta sicuramente qualcosa di speciale, di sacro e magico per me, se penso anche che ci sono arrivata per un cambio di programma dovuto alla pioggia.






Lì ho provato delle sensazioni fuori dal comune, una profonda gratitudine, uno stupore estatico e la sensazione di essere parte di qualcosa di grande.
Lì la Natura è madre e maestra. Ti accoglie e invita a meditare, a ritrovare il tuo centro, la tua energia primaria, il contatto con la Terra.
Lì ho pensato a quelle donne che in qualche modo hanno iniziato come me un percorso magico di consapevolezza, ragazze con cui sto percorrendo un pezzo di vita importante, anche se da lontano.
Lì, tra quei boschi, mi sono concentrata per diventare un canale e portare anche a loro un po' dell'energia che ho ricevuto.


      



Questo è il racconto per immagini e parole di ciò che ho vissuto. Spero di essere riuscita a trasmetterti anche solo un decimo delle sensazioni che quei luoghi mi hanno donato e di averti invogliato a cercare i tuoi luoghi magici. Quelli dove ritrovare te stessa e tornare a casa rinata, serena e ispirata.

Ecco il mio consiglio: pensa a un posto, il più selvaggio e incontaminato possibile che ti ha sempre richiamato o dove da tempo desideri andare. Non dev'essere necessariamente un lago o un bosco, come nel mio caso. Scegli ciò che più ti si confà, il luogo che più risuona con te, con il tuo modo di essere. Alcuni amano la tranquillità della montagna e il canto degli uccelli, altri amano sentire il suono delle onde che si infrangono sulla riva. L'importante è che sia un posto adatto alle tue preferenze.
Poi prenditi una giornata tutta per te, vai nel luogo che hai scelto ma non programmare troppo, lasciati anche trasportare dai richiami che l'ambiente ti manda.
Fermati dove senti una particolare attrazione, un richiamo forte e accomodati in modo confortevole e il più possibile  a contatto con la natura: intendo dire che è meglio se ti siedi a terra che su una panchina, ancora meglio se appoggi la schiena al tronco di un albero o ad uno scoglio. E poi stai lì.
Immagina di farne parte, di essere un tutt'uno con l'ambiente, con il tuo albero, come se anche tu avessi radici che affondano nella terra e rami che salgono verso il cielo. Prova a sentirle le tue radici che partono dal coccige e si radicano giù.
Guardati intorno, apri la mente, aguzza i sensi, concentrati solo su ciò che ti circonda, scaccia qualsiasi altro pensiero, sii recettiva il più possibile. Aspetta che il divino si manifesti, in qualsiasi modo voglia farlo: una foglia che ti cade vicino, il volo di una farfalla, uno stormo di uccelli, una nuvola che ti passa sopra, un insetto che ti sale sulla mano, un alito di vento che ti scompiglia i capelli. Ascolta le tue emozioni e fai tesoro del momento. Questo è un bellissimo modo per connetterti con la natura, con la sua e la tua dimensione divina e spirituale. L'importante è abbandonarsi, lasciare a casa la razionalità per un giorno.
Posso assicurarti che tornerai ritemprata, ispirata, con un senso di sollievo e di gratitudine che ti porterai dietro per giorni.

Che dici, ti va di provarci? Raccontami del tuo posto magico nei commenti.

lunedì 19 giugno 2017

PER RISVEGLIARE L'INTUITO, PROVA IL JOURNALING CON I TAROCCHI [POST + PODCAST]

PER RISVEGLIARE L'INTUITO, PROVA IL JOURNALING CON I TAROCCHI [POST + PODCAST]

lunedì 19 giugno 2017

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Questo post ha anche la versione podcast, puoi ascoltarla cliccando qui sotto.


Ascolta "Puntata #002 - Tarocchi e journaling per risvegliare l'intuito" su Spreaker.


 ̶N̶e̶g̶l̶i̶ ̶u̶l̶t̶i̶m̶i̶ ̶m̶e̶s̶i̶ ̶h̶o̶ ̶i̶m̶p̶a̶r̶a̶t̶o̶  Quando ho iniziato la mia avventura con i Tarocchi, ho dovuto presto ricredermi su una convinzione molto diffusa e cioè che l'intuito fosse un dono destinato a pochi.
La verità è che l'intuito non è un “dono” che qualcuno ha e altri no. Ce lo abbiamo tutti: ce l'ho io e ce l'hai anche tu, solo che troppo spesso e troppo a lungo lo trascuriamo, fino a dimenticarcene, fino a non sentire più la sua voce e a convincerci di non averlo mai avuto.
Quando questo succede probabilmente non ce ne rendiamo conto, troppo prese come siamo dalla frenesia della vita quotidiana, dai problemi, dal lavoro, dai doveri, dalle aspettative su di noi e da un'infinità di altre cose.
Solo che ad un certo punto, può farsi strada un certo disagio ed emergere una specie di scollamento fra ciò che si è e ciò che si sente di essere. Sembra che le due cose non corrispondano e, se questo capita anche a te, in momenti di particolare sensibilità o vulnerabilità, ti verrebbe quasi da dire:

“Ma che cavolo ci faccio qui? Cosa c'entrano queste persone con me?
E cosa me ne frega di ciò che stanno dicendo?
Questo non è il mio posto...”
e così via.

Cosa ti ha portato fino a quel punto? Tante volte io me lo sono chiesto e, ad un tratto, la risposta è stata chiara: per troppo tempo e in troppe occasioni, non avevo ascoltato ciò che l'intuito mi diceva e la cosa peggiore era che mi sembrava di non sentirlo più... 

Beh, la bella notizia è che ci si può riconnettere sempre con il proprio intuito, con il sé più profondo, quella saggezza immediata e senza filtri che abbiamo tutti: basta volerlo. La bella notizia è che questa voce interiore non si perde per sempre, ma resta sopita, come il fuoco sotto la cenere che ha bisogno di un soffio per riaccendersi; come un muscolo atrofizzato che ha bisogno di esercizio per allenarsi e tornare forte e scattante.
Pensaci: quando una persona non fa mai movimento, arriva quasi a non sentire più il suo corpo e di conseguenza non può nemmeno immaginare quello che potrebbe arrivare a fare. Ma basta iniziare un piano di allenamento costante, o anche un po' di stretching per sentire pian piano ogni muscolo che si risveglia. Allo stesso modo, se non presti mai ascolto al tuo intuito, quasi ti dimentichi di averlo e di conseguenza non puoi immaginare il suo potenziale o che straordinario aiuto può essere, se e quando viene ascoltato.

Per ricominciare ad ascoltarlo, esercitarlo, allenarlo e dunque aiutarmi a risvegliarlo, il primo strumento che ho usato è stato un mazzo di Tarocchi, incontrato sulla mia strada per una serie di fortunati eventi o forse sarebbe meglio dire di sincronicità. Per la precisione si trattava del Tarocco Indovino Dal Negro, disegnato da Sergio Ruffolo. Lo scelsi perché lo avevo visto usare da una signora che leggeva le carte e  mi piacevano i disegni, mi sembravano molto chiari e mi erano rimasti impressi. Sono stati la mia prima “palestra” per allenare l'intuito, lo sguardo e facilitare l'introspezione.

L'esercizio che ho fatto ogni giorno, per 78 giorni (uno per ogni carta) è stato quello che mi piace chiamare “La carta del giorno”: una specie di journaling con le carte, un diario dei Tarocchi. Funziona in modo molto semplice: si tratta di estrarre una carta ogni mattina, osservarla per un certo tempo e lasciar affiorare i pensieri e le sensazioni che quella carta suscita in noi. Poi scrivere tutto su un quaderno/diario lasciando pensieri, ricordi, associazioni e idee, liberi di fluire seguendo le suggestioni della carta che possono derivare dal disegno, dai colori, da un dettaglio, dai personaggi, dalla parola chiave (ce c'è), dal seme: qualsiasi elemento può essere uno stimolo, un grimaldello per aprire qualche porticina del nostro inconscio.

Facendo questo esercizio, ogni giorno sei stimolata a riflettere su emozioni, sensazioni, sentimenti, situazioni, blocchi, rapporti, aspettative, progetti, fallimenti, passato, desideri, paure, speranze e un milione di altre cose che non ti aspetti, ma che emergono da sole e diventano reali proprio nel momento in cui le scrivi. Una volta messe nero su bianco, rappresentano un qualcosa di cui stai prendendo coscienza e che quindi è impossibile continuare ad ignorare. Potente no?
In questo modo le carte diventano il “mezzo” attraverso il quale l'intuito si manifesta e torna a parlarti. La carta è uno stimolo a cui l'intuito si attiva.
Questo esercizio è un viaggio introspettivo pieno di sorprese, ti aiuta a guardarti dentro. Può essere difficile, a volte, ma anche sorprendente, entusiasmante e sarà sempre uno sforzo positivo verso la presa di coscienza. Dopo averlo sperimentato a lungo, mi sento davvero di consigliarlo a tutte le persone che si trovano nella situazione che ho descritto, un po' scherzosamente, all'inizio.

E una volta finite le carte che si fa? Io mi sono presa del tempo per altri esercizi, ma poi ho ripreso l'esercizio della carta del giorno con un mazzo nuovo, che con altre immagini e una diversa simbologia, avrebbe potuto suscitare in me riflessioni nuove e prospettive alternative.

Ma c'è un altro vantaggio in questo esercizio, ottimo per chi, come me è interessata, oltre che all'introspezione, anche ai Tarocchi in sé e alla loro lettura. Nell'osservare le carte si impara a conoscerle e ad interpretarle non secondo significati tradizionalmente codificati ma secondo il proprio sentire, seguendo, appunto, l'intuito: un bellissimo modo per avvicinarsi ai Tarocchi per chi è all'inizio.

E tu hai mai fatto journaling con i Tarocchi? Com'è andata? Se ti va, raccontamelo nei commenti.

lunedì 12 giugno 2017

HO INIZIATO COSI' [POST + PODCAST]

HO INIZIATO COSI' [POST + PODCAST]

lunedì 12 giugno 2017

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Questo post ha anche la versione podcast, puoi ascoltarla cliccando qui sotto.

Ascolta "Puntata #001 - Ho iniziato così" su Spreaker.


Era l'autunno che precedeva i miei quarant'anni. Ero in un momento della vita già di per sé delicato; in più mi capitava spesso di avvertire un senso di scomodo, di fastidio, che pervadeva molti aspetti della mia vita.
Il lavoro stava prendendo una piega che non avevo previsto e che non mi rispecchiava, alcuni rapporti mi appesantivano, mi si presentavano in continuazione situazioni indesiderate.
E poi: cose che si complicavano, progetti che partivano facili e poi puntualmente diventavano difficili e pieni di insidie, persone che volevano a tutti i costi coinvolgermi in iniziative a me assolutamente estranee, a cui però facevo fatica a dire di no.
Ti è mai capitato? Se la risposta è si allora anche tu, come me, ti sarai sentita schiacciata da tutto questo "materiale" che non ti appartiene e che sembri comunque attrarre come una calamita.
Continuavo a chiedermi il perchè. Pian piano, una timida risposta ha cominciato ad insinuarsi nella mia mente:

“Vuoi sempre fare la brava bambina, che non accetta il suo lato oscuro, che dice sempre di si per non deludere gli altri. Quella a modo, quella gentile, quella affidaabile a cui si può chiedere tutto e che non chiede mai niente. Quella che non punta i piedi, non pianta grane, che non mette avanti se stessa.
Hai perso il contatto con te, col tuo istinto di sopravvivenza, col tuo intuito, che ti dice sempre cosa è giusto, ma non lo ascolti. Anche adesso sono io che ti parlo: il tuo intuito!”

Caspita – mi sono detta – forse ognuno di noi ha una saggezza interiore sepolta, ma che sa esattamente cosa non va... mi sa che è il caso di ritrovarla.