Visualizzazione post con etichetta Il Giudizio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Il Giudizio. Mostra tutti i post

lunedì 25 febbraio 2019

I TAROCCHI DELLA RINASCITA

I TAROCCHI DELLA RINASCITA

lunedì 25 febbraio 2019

• • •


L'aria della primavera che ormai inizia a farsi sentire, la natura che accenna a risvegliarsi, le giornate che si allungano e la possibilità di stare di più all'aperto, mi hanno fatto venire voglia di attivare una vera e propria rinascita. Per rinascita intendo un rigenerarsi, un riattivarsi dopo un periodo di stasi, darsi da fare per rimettere energia in circolo. Credo che una “rinascita” possa avvenire sotto svariate forme e a diversi livelli. Può trattarsi di una rinascita a livello fisico (uscire dal letargo invernale), a livello creativo (lo sblocco delle idee), mentale (fare chiarezza su progetti fermi), emotivo (liberarsi da sentimenti negativi), spirituale (riattivare un contatto con la nostra dimensione divina).
Qualsiasi sia il livello dell'esistenza in cui si sente il bisogno di rinascere, in partenza c'è sempre una situazione di stagnazione o di blocco che necessita di un'azione per essere sbloccata e superata.
Prima però bisogna prenderne coscienza, sentire cosa ci sta appesantendo e comprendere che abbiamo bisogno di lasciar andare qualcosa, prima di intraprendere qualsiasi azione positiva per la rinascita.

A volte questo processo è molto semplice: ad esempio questo mese ho sentito chiaramente che un periodo di vita sedentaria, la minore attenzione all'alimentazione, specialmente durante e dopo le feste, e l'uso dei social mi stavano appesantendo e togliendo energia. Le uniche cose da fare erano: superare la pigrizia del letargo invernale, rimettermi in moto ed eliminare qualche tossina per riacquistare energia e voglia di fare; infine, disintossicarmi un po' dai social.
E così ho fatto, ricominciando a fare lunghe camminate a passo sostenuto e cercando di tenere il telefono lontano dalla mia portata, almeno in certi momenti del giorno.
La sensazione, quasi immediata, è stata proprio quella di alleggerimento e di rinascita, complice il bel sole di questi ultimi giorni e il flusso di idee che è iniziato a sgorgare copioso e di cui presto avrai notizie ;-)

Altre volte, però, non è così semplice capire cosa ti sta appesantendo e bloccando. Senti il bisogno di rinascere e rimettere in circolo energia positiva, ma non sai da dove partire e cosa fare esattamente.
Qui possono venire in tuo aiuto i Tarocchi: oggi voglio proporti una stesura, creata da Lavander Moon, per la rinascita e il rinnovamento. Per questa stesura ho scelto di utilizzare l'azzurrite, pietra che aiuta a dissolvere i vecchi schemi mentali e soprattutto a sostituirli con nuovi modelli più adatti a noi. Dal lato fisico, aiuta a sbloccare tutte le parti del corpo congestionate, agisce su reumatismi, artriti e tutto ciò che riguarda il sistema osseo.

Ecco lo schema di stesura: se sei pratica puoi usare tutto il mazzo; se sei all'inizio del tuo percorso con i Tarocchi, puoi limitarti ad usare soltanto gli Arcani Maggiori o anche un mazzo di carte oracolo.


  1. Qual è il problema radicato: questa carta ti aiuta a capire cosa ti sta bloccando in questo momento;
  2. Come si sta manifestando nella mia vita: questa carta fa chiarezza sugli effetti che quel blocco sta avendo nella tua vita;
  3. Come posso lasciarlo andare: un consiglio pratico dalle carte su come liberarti da questo blocco;
  4. Come posso guarire ed andare avanti: questa carta ti suggerisce cosa puoi fare attivamente per innescare il tuo processo si rinascita;
  5. Quale lezione posso trarre da tutto questo: c'è sempre qualcosa da imparare dalle esperienze della vita e se vogliamo evolvere, portare una piccola lezione con noi è un buon modo. 


Allora, com'è andata la tua stesura per la rinascita? Se hai voglia di confrontarti su quanto emerso o se hai dubbi su come interpretarla, puoi venire sul gruppo Tarocchi e consapevolezza, pubblicare una foto della tua stesura e ti aiuteremo a decifrare i messaggi degli arcani. Ti aspetto!

lunedì 11 febbraio 2019

LA TUA VOCAZIONE È NELLA TUA STORIA

LA TUA VOCAZIONE È NELLA TUA STORIA

lunedì 11 febbraio 2019

• • •


Qualche giorno fa ho riflettuto a lungo sulla vocazione e sul fatto che ci si chiede spesso quale sia la propria e come fare per trovarla o capirla. Si parte dal presupposto, secondo me sbagliato, che la vocazione sia qualcosa di pratico che prima o poi faremo ma che, magari in questo momento non possiamo seguire perché presi da altre incombenze, dalla frenesia della vita quotidiana, dalla gestione di problemi vari.
Quando si parla di vocazione si dice spesso: prima o poi seguirò il mio desiderio di fare questa cosa, un giorno realizzerò la mia vocazione per la scrittura/l'arte/la musica.
In realtà, a mio avviso, la vocazione è qualcosa di più immateriale che pervade tutto, o quasi, quello che facciamo nell'arco della vita. Più che di cosa facciamo nella vita si tratta del modo in cui lo facciamo e può impregnare ogni ambito del quotidiano.
Ad esempio quelli per la musica, la medicina, la legge, l'insegnamento possono essere visti come talenti, mentre la vocazione è il modo in cui esprimiamo questi talenti e in cui facciamo qualsiasi altra cosa: possiamo esprimerli in modo anticonvenzionale perché abbiamo la vocazione ad essere anticonvenzionali in tutto ciò che facciamo, altruistico perché abbiamo la vocazione all'altruismo sempre, fantasioso perché la fantasia è in noi e la mettiamo ovunque, intuitivo perché tendiamo ad essere intuitivi nella vita, e lo stesso vale se lo facciamo in modo immaginifico, filosofico, morale, rivoluzionario. La vocazione, quindi, è qualcosa che pervade la nostra vita e che viviamo ogni giorno.

Avere questa visione della vocazione ci può sollevare dalla frustrazione di pensare che sia qualcosa da realizzare un domani, prima o poi, quando gli impegni della vita ce lo permetteranno. Possiamo esercitare la nostra vocazione da subito, giorno dopo giorno nella vita quotidiana, nel lavoro, nei rapporti con gli altri, nella spiritualità e in ogni occasione possibile.

Se trovi difficile comprendere la tua vocazione puoi iniziare dalla tua storia

Trattandosi di una tendenza, di una chiamata a sentirsi partecipi di un progetto universale, ognuno nel proprio ambito specifico, puoi iniziare rintracciandola nella tua storia: ripercorrendo le varie fasi della tua vita potresti trovare un fil rouge che le accomuna e in esso riconoscere la tua vocazione.

Per farti un esempio pratico ti racconterò in modo sintetico le fasi principali della mia vita a patire naturalmente da un'età in cui si inizia a definirsi e a esprimersi di più, quella dell'università.
Mi soffermerò su occupazioni e interessi che hanno assorbito il mio tempo per rintracciare il fil rouge che le unisce e quindi la vocazione che ho sempre seguito e attuato anche inconsciamente.
Eccole qui:

Studentessa in giurisprudenza: in questa fase, con la testa piena di alti ideali di giustizia, occupavo le mie giornate studiando impegnativi mattoni e immaginando una carriera da avvocatessa dei più deboli se non addirittura da magistrato. Del resto, erano questi i sogni della maggior parte di noi: immaginavamo di metterci al servizio della legge, dei diritti umani, della giustizia; di curare, difendere e far valere interessi, diritti e ragioni di chi non aveva voce.

Organizzatrice di concerti ed eventi culturali: già durante gli anni di legge, i miei interessi hanno cominciato ad ampliarsi e a esplorare nuovi orizzonti. Mi sono appassionata di cinema, jazz e teatro e ho preso a frequentare cineforum, concerti, una scuola di teatro e un corso di violino. Non sapevo bene cosa stessi cercando esattamente, ma sono stati anni molto formativi al culmine dei quali mi sono iscritta e laureata in discipline delle arti, musica e spettacolo.
Nel frattempo era successo che, frequentando i tribunali durante il praticantato post laurea in legge, mi ero resa conto che quel lavoro e quell'ambiente non facevano per me. Mi sentivo fuori posto, poco competitiva, me ne fregavo del look, che lì invece sembrava essere il primo biglietto da visita; ero introversa e non amavo fare public relation, che invece sembravano essere la chiave del successo in ambito forense e ho preferito rifugiarmi nel mondo della cultura, un posto stimolante e accogliente in cui potevo crescere, sperimentare, conoscere.
E così dopo la seconda laurea ho iniziato ad essere parte attiva di quel mondo organizzando eventi di musica, jazz, teatro: volevo che fossero delle vere e proprie boccate di ossigeno per lo spirito.
Alla base c'era sempre il desiderio di far conoscere cose nuove, diverse, poco viste ma di grande spessore artistico e valore alto. Ogni progetto era studiato e curato, la selezione degli artisti era frutto di studio e ricerca personale: difficilmente mi facevo allettare da proposte esterne, ruffiane o convenienti.
Il valore che mi animava era quello di nutrire, con il cibo della conoscenza la mente e l'anima delle persone che avrebbero partecipato all'evento.

Oggi: scrivo “oggi” perché quello che faccio oggi non è facile da definire. Mi occupo di evoluzione, crescita personale e spiritualità e lo strumento che prediligo per farlo sono i Tarocchi. Non li uso per predire il futuro perché trovo che non sia di nessuna utilità, ma per stimolare le persone a guardarsi dentro e a trovare le loro risposte e la loro strada autentica. Dopo tanto ragionare la risposta su come definire quello che faccio adesso è arrivata in modo molto intuitivo ed improvviso: attraverso la parola dell'anno, cura come un cerchio che si chiude. Nella mia bio di Instagram oggi c'è scritto “soul care” cura dell'anima in un'accezione che non ha nulla a che fare con la religione né con la guarigione ma ha più il significato di attenzione, premura, aiuto, sostegno lungo una strada di consapevolezza e guarigione. Ma alla consapevolezza e alla guarigione si arriva da soli: quello che faccio io è solo illuminarti il cammino quando serve, offrirti gli strumenti per gestire le difficoltà o rialzarti quando cadi ma il lavoro devi farlo tu.

Questa per me è cura e questa è anche la mia vocazione. Se rileggi le tre fasi che ti ho appena raccontato, cura è fra le righe, sempre, solo che si è evoluta da cura di interessi e diritti, a cura della mente, fino a cura dell'anima. Però cura non è solo nel lavoro che faccio, è anche nei miei gesti quotidiani: cura c'è quando scrivo un blog post, c'è quando preparo un dolce, quando apparecchio la tavola o rifaccio il letto, quando pulisco casa, quando dedico tempo al mio cane: pervade e ispira ogni gesto e mi accompagna sempre e da sempre.

Ripercorrere le tappe principali della vita può essere illuminante per comprendere la propria vocazione come qualcosa che non realizzerai, forse, un domani, ma che c'è sempre stata, c'è e ci sarà anche se un giorno la ruota della vita girerà di nuovo e inizierà un'altra fase.
Quindi, se anche tu ti stai interrogando sulla tua vocazione, prova a fare un viaggio a ritroso per trovare il fil rouge che unisce ogni fase della tua vita e che ispira anche il tuo quotidiano.
Questa tecnica non è certo universale, ma per me ha funzionato e forse può funzionare anche per te. Se ti va, raccontami com'è andata, come ti senti e se stai perseguendo la tua vocazione ogni giorno. Ti aspetto, come sempre, nei commenti.

Poi, naturalmente puoi usare anche i Tarocchi o le carte oracolo per riflettere meglio sulla tua vocazione: chiedi al tuo mazzo di parlartene, di aiutarti a comprenderla e un consiglio su come applicarla nella vita quotidiana da subito.
Estrai tre carte e rifletti sui loro messaggi. Se hai dubbi, puoi venire sul gruppo Tarocchi e consapevolezza, pubblicare una foto della tua stesura e ti aiuteremo a decifrare i messaggi degli arcani.