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mercoledì 13 maggio 2020

COME RISVEGLIARE L'INTUITO IN 3 SEMPLICI PASSI

COME RISVEGLIARE L'INTUITO IN 3 SEMPLICI PASSI

mercoledì 13 maggio 2020

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Nel post della scorsa settimana abbiamo iniziato a parlare di intuito e questo sarà il tema che ci accompagnerà per tutto il mese di maggio.
C'era una citazione in particolare che vorrei riprendere ed è quella di Albert Einstein:
“La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un servitore fedele. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono”. 

Questo concetto mi ha colpito parecchio perché, effettivamente, la nostra intuizione è molto condizionata dalla società e dai sistemi educativi, fin da bambini.
Quando siamo piccoli, siamo sintonizzati prevalentemente sul sentire, sull'emotività e il fare creativo. Più si cresce e più aumenta naturalmente anche il pensiero razionale e ragionato.
Questo però non dovrebbe comportare automaticamente un “declassamento” della nostra parte intuitiva che invece, di fatto, avviene a causa di numerosi fattori socioculturali.
Già il semplice starsene seduti a scuola per ore ad ascoltare, leggere, scrivere e fare di conto – tutte cose che hanno a che fare col pensare - dedicando sempre meno tempo a correre, giocare, esplorare – a quelle attività, cioè, che stimolano il sentire - gioca un ruolo importante a favore del primo e discapito del secondo.
La scuola e il sistema educativo prima, i condizionamenti sociali e il pensiero dominante poi,  costituiscono una palestra intensiva e unilaterale sul pensare, quindi il bambino prima e l'adulto poi, tenderà a sviluppare molto di più le facoltà razionali e poco quelle intuitive.
Questo con la conseguenza di creare un forte sbilanciamento fra due parti dell'essere umano ugualmente importanti: la nostra cultura ha di fatto stabilito che solo la razionalità sia una facoltà apprezzabile, mentre l'intuito e, ancora più a monte il sentire, sono considerati di scarsa utilità pratica.
Il pensare è stato così enfatizzato da monopolizzare anche la sfera del sentire, generando grande confusione: l'incapacità di riconoscere i sentimenti, di aprirsi, di lasciarsi andare, di fidarsi della propria voce interiore, la necessità di affidarsi sempre a qualcuno o qualcosa di esterno a noi per essere sicuri di star facendo le scelte giuste.

Per rimediare a tutto questo e ritrovare l'equilibrio perduto fra intuito e razionalità, quindi, è necessario andare a lavorare sulla parte debole – l'intuito – che, dopo anni in cui ci si è dedicati prevalentemente al pensare, è probabile che si sia parecchio atrofizzato.
Vediamo come fare, partendo da una possibile definizione.

CHE COS'È L'INTUITO

L'intuito è la parte più profonda e sensibile di te, fonte della tua saggezza interiore, quella parte che sa la verità, conosce sempre le risposte che ti servono e che, se ben allenato e coltivato, può insegnarti ogni giorno qualcosa, stupirti e guidarti sempre verso la strada più giusta per te.
Generalmente si manifesta sotto forma di sensazioni fisiche (le famose sensazioni di pancia) apparentemente insensate, spesso messaggere di una rottura; diversamente dalla razionalità che si manifesta invece sotto forma di pensieri logici e coerenti, spesso tendenti a mantenere o difendere uno status quo.

Se l'intuito si manifesta attraverso sensazioni fisiche, allora vuol dire che il corpo è la sua casa ed è proprio da lì che si può ripartire per risvegliare questa preziosa facoltà con qualche piccolo esercizio. Te ne suggerisco 3:

1. SENTI IL TUO CORPO

Siediti in una posizione eretta e comoda, chiudi gli occhi e porta l'attenzione al tuo respiro: esso era lì anche un attimo fa ma non sentivi niente perché la tua attenzione era focalizzata su tutt'altro. Senti dunque come sta il tuo corpo qui e ora. Che cosa ti comunica? Sta comodo, ha voglia di muoversi, è intorpidito, avverti qualche dolore o formicolio? Per ora non muoverti, non cambiare posizione, limitati a sentire. Avverti sensazioni piacevoli, spiacevoli o entrambe? Che cosa avrebbe voglia di fare il corpo? Stai per qualche minuto in questo ascolto interiore e poi lentamente riapri gli occhi.

2. SENTI L'ENERGIA NELLE MANI

Siediti in posizione eretta e comoda, chiudi gli occhi e lentamente avvicina i palmi delle tue mani fino a portarli a pochi centimetri di distanza. Resta così per un po' sentendo cosa si produce. Stai per qualche decina di secondi in “ascolto”, poi staccale e senti la differenza. Dopo qualche decina di secondi unisci le mani e senti la differenza. Infine riapri gli occhi.

3. PASSA UN PO' DI TEMPO NELLA NATURA

La natura è una splendida maestra per quanto riguarda il sentire ed è per questo che una delle cose più suggerite nei percorsi di risveglio dell'intuito è proprio quella di connettersi con essa, trascorrerci del tempo con la precisa intenzione di mettersi in ascolto. 
Se puoi scegli un posto che ami particolarmente, che ti è già familiare e nel quale, quindi, tale connessione diventa più facile. Cerca un angolo il più possibile silenzioso per non avere distrazioni.
Mettiti a tuo agio, siediti e respira profondamente, rilassati. Guardati intorno, osserva tutto ciò che accade, anche cose piccole come il movimento di una formica o dei rami nel vento.
Cerca di essere il più possibile aperta e recettiva, chiedi alla natura di donarti un segno: una foglia che ti cade vicino, uno stormo di uccelli migratori che vola sopra di te, un insetto che sale sulla tua mano o ti si posa sulla spalla. Questo è il modo che ha l'Universo di comunicare, quindi presta
attenzione anche alle più piccole cose e naturalmente alle tue emozioni e, ancora, alle sensazioni del corpo.

Nota: molti esercizi sul sentire e sulla connessione con il corpo e le emozioni funzionano meglio se fatti ad occhi chiusi, perché ad occhi aperti la nostra attenzione è inevitabilmente attratta e distratta dall'esterno. Invece in questi esercizi la cosa importante è rilassarsi e lasciare che la percezione del corpo si metta a fuoco da sola, poiché il sentire interiore funziona all'opposto della percezione esteriore: in quest'ultima ci focalizziamo attivamente su certe cose, mentre se vogliamo sentire dentro dobbiamo rilassarci e ricevere quelle sensazioni, emozioni, segnali che il nostro corpo e il nostro inconscio continuamente ci mandano.

La settimana prossima, saranno i Tarocchi a darci ulteriori spunti sul tema con un paio di stesure ad hoc, ma intanto ti lascio alla tua pratica e alla riscoperta del tuo sentire intuitivo.
Dopo questi esercizi, ti sarà sicuramente più chiaro cosa si intende per "sentire": provali per diversi giorni e sentirai pian piano che qualcosa dentro di te inizia a risvegliarsi. Fammi sapere come va nei commenti, ti aspetto!

mercoledì 15 aprile 2020

GLI ARCHETIPI DELLA FORZA INTERIORE NEI TAROCCHI

GLI ARCHETIPI DELLA FORZA INTERIORE NEI TAROCCHI

mercoledì 15 aprile 2020

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Nel blog post della scorsa settimana abbiamo cominciato il nostro viaggio di approfondimento ed esplorazione del tema che ci accompagnerà per il mese di aprile: la forza interiore.
Mai come in questo periodo così delicato e difficile, la forza interiore può venire in nostro aiuto; poterne parlare ed esplorare le varie sfaccettature sarà utile a riconoscerla e svilupparla in noi. Ecco perché in questo post ho pensato di rintracciare nei Tarocchi i 5 elementi della forza interiore, individuati la scorsa settimana.
Troveremo così 5 sagge guide che ci aiuteranno a potenziarla attraverso consigli, suggerimenti e risorse utili.


1. CONSAPEVOLEZZA: IL GIUDIZIO

La prima chiave della forza interiore, individuata nel post della scorsa settimana era la Consapevolezza, intesa come la coscienza di chi siamo, di quali sono i nostri valori, le nostre caratteristiche profonde, il nostro scopo nella vita; importante perché ci permette fare le scelte giuste e di non perdere mai la direzione.

Nei Tarocchi, l'archetipo che potrebbe ben rispondere a queste caratteristiche è l'Arcano XX, Il Giudizio.
Questo arcano, infatti, è tradizionalmente collegato a una presa di coscienza, la vocazione, lo scopo della vita: è una rinascita dettata dalla consapevolezza.
Quando Il Giudizio appare in una lettura, ci chiama a riflettere sullo scopo profondo della vita, la nostra vocazione e a chiederci se la stiamo perseguendo nella quotidianità.

Se Il Giudizio parlasse ti direbbe: segui la tua coscienza e manifesta te stessa, abbandona ciò che ti limita e non porti tu stessa dei limiti, ma spingiti oltre, fai quel passo che ti permette di spiccare il volo: hai l'energia e la carica per lasciarti alle spalle negatività e problemi se solo decidi di farlo. Rischia, se necessario, ma non fare compromessi, punta a realizzare il massimo: la tua visione. Impara dalla tua esperienza, errori compresi, e comincia una vita nella pienezza e nella consapevolezza di chi sei e qual è il tuo scopo di vita.

RISORSE UTILI: se vuoi connetterti all'energia del Giudizio e lavorare con il suo archetipo puoi:


2. RESILIENZA: LA TORRE

La seconda chiave della forza interiore abbiamo visto essere la Resilienza ossia la capacità di adattamento, di reazione alle avversità e al dolore e di riorganizzazione positiva dell'essere umano, in seguito a un grande cambiamento o a un evento traumatico, doloroso o fortemente impattante. La resilienza è importante perché ci aiuta a superare i momenti più duri e difficili e a trasformarli in momenti di crescita.

Nei Tarocchi, l'archetipo che potrebbe ben rispondere a queste caratteristiche è senza dubbio l'Arcano XVI, La Torre.
Questo arcano, infatti, è tradizionalmente collegato ai cambiamenti improvvisi: crollo, rottura, sgretolamento e, di conseguenza anche apertura, annullamento dei limiti e resilienza.
Quando La Torre appare in una lettura, porta con sé un grande senso di liberazione e di decompressione; ci chiama a fare tutto ciò che è in nostro potere per reagire al meglio ai cambiamenti della vita, trarne insegnamento e beneficio anziché farcene travolgere.
Come edificio, La Torre è anche legata alla casa, al nostro ambiente, allo spazio in cui viviamo, quindi ci consiglia un lavoro di purificazione della casa, decompressione, eliminazione delle energie pesanti per accogliere le energie positive al suo interno. 

Se La Torre parlasse ti direbbe: distruggi tutto ciò che non ha fondamenta solide, rompi col passato, fai crollare vecchie convinzioni, libera la tua essenza, proclama la tua verità anche se scomoda, abbandona il vecchio e preparati a una nuova vita. Se cerchi di aggrapparti al passato, ti potrebbe schiacciare. Purifica la tua casa, cura il tuo spazio; coltiva la tua resilienza.

RISORSE UTILI: se vuoi connetterti all'energia della Torre e lavorare con il suo archetipo puoi:
  • recuperare questa lezione di un mio corso gratuito di qualche tempo fa;
  • iniziare questo percorso;
  • fare pulizia energetica della casa e una stesura di Tarocchi a tema come ti suggerisco qui.


3. FEDE/FIDUCIA: IL PAPA

La terza chiave della forza interiore era la Fede/Fiducia intesa come fiducia in se stessi, nelle proprie capacità e nell'Universo che ci guida e ci sostiene, nei suoi piani sottili, confidando nel fatto che tutto ciò che succede, rappresenta la cosa migliore per noi in quel momento.
La fiducia è importante perché ci permette di fare tutto quello che è in nostro potere per realizzare i nostri desideri e di non disperarci, quando le cose sembrano prendere una piega diversa da ciò che vorremmo.

Nei Tarocchi, l'archetipo che potrebbe ben rispondere a queste caratteristiche è, secondo me, l'Arcano V, Il Papa.
Questo arcano è legato alla nostra saggezza interiore, al mettersi in ascolto dei messaggi che arrivano dall'alto, delle sincronicità e dei segni che l'Universo ci manda per guidarci e sostenerci. Il Papa, infatti, rappresenta il mondo spirituale di cui si fa portavoce, è un tramite, un ponte fra il cielo e la terra.
Quando questo arcano appare in una lettura ci invita a coltivare la fede nell'Universo, comunicare con esso, coglierne i messaggi e avere fiducia nel fatto che esso ci riserva ciò di cui abbiamo bisogno in ogni momento della nostra vita.

Se Il Papa parlasse ti direbbe: ascolta l'Universo che ti parla, abbi fede anche quando non riesci a capire il verso di certe situazioni perché esso ti sostiene. Agisci in linea con i principi morali più elevati; prenditi cura della tua vita spirituale.

RISORSE UTILI: se vuoi connetterti all'energia del Papa e lavorare con il suo archetipo puoi




4. CALMA/RIFLESSIVITÀ: L'APPESO

La quarta chiave della forza interiore era invece la Calma/Riflessività: saper mantenere i nervi saldi nelle situazioni più difficili, essere in grado di restare lucidi e prendere le giuste decisioni. Essa è diretta conseguenza della riflessività, ossia della capacità di non cedere al primo istinto, ma di fermarci a pensare a quali potrebbero essere le conseguenze delle nostre azioni, prima di compierle.
La calma/riflessività è importante perché ci permette di ponderare bene le conseguenze delle nostre azioni e ad agire per il meglio.

Nei Tarocchi, l'archetipo che potrebbe ben rispondere a queste caratteristiche è certamente l'Arcano XII, L'Appeso.
Questo arcano, infatti, è legato alla pazienza, alla meditazione, alla riflessione prima dell'azione.
L'Appeso simboleggia un volontario processo di iniziazione da cui si emergerà trasformati. Il suo corpo è immobilizzato, e deve accettare tutto ciò che l'Universo gli porta. Attraverso l'accettazione, egli giungerà a un rinnovamento totale del proprio essere. Anche se non può agire all'esterno per il momento, il suo spirito è libero di lavorare all'interno, su di sé, nel profondo della sua anima.
Quando appare in una lettura, egli rappresenta un momento di gestazione, segnalando che non è ancora il momento di intraprendere qualcosa, ma di riflettere, cambiare la nostra prospettiva, seminare, nutrire, attendere con pazienza.

Se L'Appeso parlasse ti direbbe: capovolgi il tuo modo di vedere le cose, pensa in maniera originale e diversa da tutti gli altri. Fai il contrario di quello che fanno tutti. Chiediti cosa c'è al di là delle apparenze. Medita, rifletti, evita l'azione e coltiva la pazienza.

RISORSE UTILI: se vuoi connetterti all'energia dell'Appeso e lavorare con il suo archetipo puoi leggere e mettere in pratica i consigli di:

  • questo post su come cambiare prospettiva;
  • questo su come coltivare la pazienza;
  • questo su come creare un angolo di meditazione in casa e
  • questo su come meditare con i Tarocchi.


5. EQUILIBRIO: LA FORZA

Arriviamo all'ultima chiave della forza interiore che avevo identificato con l'Equilibrio inteso, in questo contesto, come un buon bilanciamento fra ragione e intuizione. Sapersi affidare all'intuito è fondamentale per sviluppare la nostra forza interiore perché l'intuito è la saggezza innata in ognuno di noi e può guidarci nel fare le scelte più giuste, ma l'intuito andrà poi bilanciato da doti più razionali, focalizzate e strategiche che ci aiuteranno a realizzare concretamente le nostre scelte e i nostri obiettivi.

Nei Tarocchi, l'archetipo che potrebbe ben rispondere a queste caratteristiche è l'Arcano XI, La Forza.
Questo arcano, non solo è l'archetipo assoluto della forza interiore in senso ampio, ma incarna anche il concetto di equilibrio fra intuito, istinto e ragione. Quella rappresentata da questo arcano è infatti una forza spirituale, che apre la strada alle energie inconsce e all'emergere di una nuova coscienza.

Se la Forza parlasse ti direbbe: coltiva la forza interiore, resta centrata, non permettere che eventi esterni possano influenzare in negativo il tuo stato d'animo; esplora i tuoi punti di forza e mettili in campo.

RISORSE UTILI: se vuoi connetterti all'energia della Forza e lavorare con il suo archetipo puoi:



Il nostro viaggio fra gli archetipi della forza interiore nei Tarocchi finisce qui, spero che queste 5 guide e le risorse che ho raccolto per te, possano aiutarti a nutrirla e potenziarla per questo periodo e per ogni circostanza della vita.
Buon lavoro con gli arcani e, se ti va, ti aspetto nei commenti per domande, chiarimenti e per scambiarci opinioni e osservazioni.

mercoledì 11 marzo 2020

3 MODI PER COLTIVARE LA LEGGEREZZA NEL QUOTIDIANO

3 MODI PER COLTIVARE LA LEGGEREZZA NEL QUOTIDIANO

mercoledì 11 marzo 2020

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Nel post della scorsa settimana abbiamo iniziato a parlare di leggerezza e questo sarà il tema che ci accompagnerà per tutto il mese di marzo.
Come ti dicevo lì, coltivare la leggerezza nel quotidiano e farne un'impostazione di vita -  insieme ad altre visioni importanti come quella legata alla gratitudine, alla fiducia o all'abbondanza - è utile sia per noi stessi come individui sulla propria strada evolutiva, ma anche come comunità, perché tante persone che sviluppano una coscienza leggera e luminosa, alzano la vibrazione del pianeta, togliendo spazio alle energie legate ad eventi negativi, che sono manifestazione di disequilibrio.

Non siamo abituati a vivere con leggerezza perché la società attuale è complessa e oggettivamente piena di situazioni e carichi pesanti, ma proprio per questo è importante coltivare intenzionalmente questa visione nel quotidiano.
Vivere con leggerezza, essere leggeri, sentirsi leggeri, riuscire a prendere le situazioni pesanti con leggerezza è un ottimo modo per affrontare e superare i momenti difficili, dare il giusto peso alle cose e agli accadimenti, scongiurare il malessere e l'abbattimento che spesso gli accidenti della vita ci provocano.
Spesso ci sentiamo in affanno, carichi di impegni, schiavi delle circostanze e dei doveri e questo ci provoca affaticamento e sfiducia. Oppure ci troviamo vincolati in relazioni che non sentiamo di avere scelto, le nostre vite ci disorientano e consumano.
Quando questo è il leitmotiv della nostra vita, o comunque ne è una parte, la sensazione che ci portiamo dentro è quella di trascinare la vita, sopravvivere con l'unico scopo di arrivare a fine giornata. Sappiamo che potremmo fare qualcosa per cambiare ma il solo pensiero ci affatica anche di più, appare come un passo enorme da compiere, addirittura più opprimente del continuare ad accettare i nostri affanni.
In tutto questo, coltivare la leggerezza  può diventare un antidoto al senso di costante preoccupazione che viviamo.

Ecco tre cose che ti aiuteranno a coltivare la leggerezza nella quotidianità.

1. Usa un linguaggio leggero

Nella maggior parte dei casi, quando parliamo non facciamo caso alle espressioni che usiamo. Quante volte anche tu avrai sentito persone lamentarsi usando termini come sfortuna, disgrazia, dolore, pena, problema, paura, ansia, descrivendo le situazioni della propria vita in modo esagerato e pervadendo la conversazione di toni catastrofici e pesanti. Questo non è affatto buono a livello percettivo ed energetico perché setta la nostra mente sulla dimensione tragedia e abbassa la nostra energia.
Ogni momento della vita sarà invece più leggero se usiamo le parole giuste. 
Il mondo attorno a te lo costruisci anche con il linguaggio. Dunque, per almeno una giornata intera fai attenzione a come parli e ad usare un linguaggio leggero e ottimistico: no ai lamenti, lascia le iperboli ai poeti e impara a narrare il tuo quotidiano per quello che è, senza evocare tragedie e quant'altro.
Riprova anche domani e nei giorni a seguire per alleggerire sempre di più il tuo linguaggio e contagiare il mondo di leggerezza.

2. Gioca, divertiti o fai qualcosa che ti fa sentire leggera

Approfitta del tempo libero che hai in questo momento per dedicarti ad attività che siano per te estremamente divertenti e giocose, cose che ti facciano sperimentare lo stesso grado di divertimento e spensieratezza di quando eri bambina: giocare con i tuoi figli o con il tuo cane/gatto, ballare, cantare a squarciagola, raccontarsi barzellette, scegli tu. L'importante è divertirti e alzare la tua energia.
Oppure immagina di essere una piuma o una nuvola e comportati davvero come le se lo fossi, facendo delle cose che ti facciano vivere la leggerezza anche a livello fisico: quando sarà possibile, sperimenta la mancanza di peso corporeo facendo un bagno in acqua e lasciandoti trasportare dalle onde, oppure indossa un vestito leggero, visualizza te stessa in volo come se fossi un uccello oppure fai una meditazione sulla leggerezza. Puoi scegliere una di queste cose, alcune o tutte o inventarne una tu stessa, l'importante è che ti faccia sentire la sensazione di leggerezza nel corpo e nella mente.

3. Trova il lato comico delle situazioni

Per una giornata intera, prova a cercare il lato comico di ogni situazione che vivi, anche in quella più irritante, antipatica o noiosa. Per trovare il lato comico delle cose bisogna usare lo spirito di osservazione, il senso dell'umorismo, la creatività e l'immaginazione; vedere oltre a ciò che appare e immaginare scenari esilaranti.
Prova a trasformare la tua realtà in una scena piena di humor, divertiti: è molto probabile che diventerà un'abitudine che vorrai continuare a coltivare.

La settimana prossima, saranno i Tarocchi a darci ulteriori spunti sul tema con uno schema di stesura ad hoc, ma intanto ti lascio alla tua pratica e alla riscoperta leggerezza.

mercoledì 18 settembre 2019

COME REALIZZARE FATTIVAMENTE I TUOI BUONI PROPOSITI (ANCHE CON L'AIUTO DEI TAROCCHI)

COME REALIZZARE FATTIVAMENTE I TUOI BUONI PROPOSITI (ANCHE CON L'AIUTO DEI TAROCCHI)

mercoledì 18 settembre 2019

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Nei post delle scorse settimane, ti ho parlato di come individuare i buoni propositi/obiettivi autentici e davvero giusti per te e poi, dei 4 segreti per impedire che il calo fisiologico di entusiasmo, l'autosabotaggio e la procrastinazione ti blocchino prima di iniziare.

I 4 segreti erano:

  1. Ridefinire il sogno in maniera univoca e misurabile;
  2. Dare una scadenza al tuo sogno/obiettivo;
  3. Stilare un piano d'azione;
  4. Agire.

Nel post di oggi, ti spiegherò come sviluppare concretamente questi 4 punti, svelandoti come passare da buon proposito a felice realtà ;-)
Vediamoli quindi uno per uno.


RIFORMULA IL SOGNO IN MANIERA UNIVOCA E DAGLI UNA SCADENZA

Se vuoi che un sogno passi da un'allure incantata e vaga a una dimensione più concreta e quindi fattibile, devi essere tu a dargli delle coordinate misurabili: non è sufficiente dire “vorrei imparare a suonare uno strumento”, “vorrei scrivere il mio primo libro”, “vorrei migliorare il mio aspetto fisico”, “vorrei leggere di più”, ma è necessario riformulare il proposito in modo che sia concreto, definito nel tempo e quasi raggiungibile.

Concreto. Nel definire un obiettivo, la cosa migliore sarebbe quella di far coincidere il cosa con un oggetto o un numero evitando parole vaghe come migliorare, di più, ecc.
Ad esempio il proposito “vorrei leggere di più” potrebbe essere ridefinito come “leggere un libro al mese”.
Se il tuo obiettivo non è direttamente riconducibile a un numero ma è legato a qualcosa di più vago, come ad esempio “voglio migliorare il mio inglese” puoi risolvere l'impasse dando un voto a ciò che vuoi migliorare. Ad esempio nel caso di un proposito come “migliorare il mio inglese”, potresti provare a dare un voto, da 1 a 10, al tuo inglese attuale. Dopo di che potrai approntare i passi necessari per portare la valutazione del tuo inglese da quella attuale a 10.

Definito nel tempo. Devi stabilire un data alla quale vuoi che il tuo obiettivo sia raggiunto. Questo è importante perché le singole le azioni da compiere per realizzarlo, dovranno a loro volta essere non solo pianificate ma anche calendarizzate di conseguenza, scritte in agenda, per far si che tu possa prenderti un impegno serio con i tuo obiettivo e controllare periodicamente i tuoi progressi. 

Quasi raggiungibile. Il fatto che un obiettivo sia “quasi raggiungibile”, che quindi non ti dia la certezza assoluta della realizzazione, ha un funzionale effetto sfidante: genera, cioè, quella tensione positiva che ti permette di superare i tuoi limiti e crescere. Ma ricorda: un obiettivo quasi raggiungibile non è un obiettivo impossibile. Fissare un traguardo troppo ambizioso ti porterà solo frustrazione. Infine, un obiettivo quasi raggiungibile è un obiettivo che rientra nella tua sfera di influenza: non puoi far nulla per vincere il superenalotto, ma puoi fare molto per migliorare il tuo inglese.


SCRIVI UN PIANO D'AZIONE

Dopo aver riformulato i tuoi desideri e averli trasformati da vaghi propositi a obiettivi concreti, ti rimane da definire un piano di azione.
Non è sufficiente, infatti, avere degli obiettivi chiari per poterli portare a compimento: la tua vita di tutti i giorni sarà già piuttosto piena di attività routinarie, contingenti, urgenti, necessarie e il tempo probabilmente non basta mai. Questo potrebbe portarti a perdere di vista i tuoi obiettivi personali, specialmente quelli che richiedono un impegno prolungato.
È quindi fondamentale avere una pianificazione anche per i tuoi desideri, esattamente come pianifichi tutti gli altri impegni, per essere sicura di non dimenticarli o perdere completamente il focus.
È altrettanto importante che tu sia disposta a mantenere l'impegno preso con te stessa, con il tuo obiettivo e il tuo piano di lavoro; che tu gli dia la stessa importanza che dai a tutti gli altri impegni e che gli dedichi la stessa costanza.

Per creare il tuo piano d'azione la cosa migliore che puoi fare è “spacchettare” l'obiettivo finale in tanti step, cioè individuare le singole azioni che ti portano avanti nel suo raggiungimento. Dovresti quindi scrivere su un foglio la prima azione che intendi fare oggi per iniziare a inseguirlo e le tappe intermedie che dovrai raggiungere prima di arrivare al traguardo finale.
Ad esempio se l'obiettivo è portare il tuo inglese da un livello 6 a un livello 10, la serie di azioni da pianificare potrebbe essere:

  • informarmi sui corsi di inglese nella mia zona;
  • informarmi su eventuali alternative on line;
  • se prevista, fare una lezione di prova;
  • valutare tutte le opzioni e decidere quella che fa per me;
  • pagare l'iscrizione al corso;
  • annotare in agenda le date e gli orari delle lezioni;
  • andare alle lezioni;
  • riservare in agenda del tempo per lo studio a casa;
  • allenarmi quotidianamente a parlare inglese;
  • ripetere le ultime tre azioni fino al termine del corso.

Questo è solo un banale esempio di come un buon proposito “migliorare il mio inglese” possa trasformarsi in obiettivo “portare il mio inglese da un livello 6 a un livello 10” e in un piano d'azione più dettagliato, che ti porti passo dopo passo a quello che vuoi realizzare.

Le singole parti del piano d'azione scritte in sequenza, si trasformeranno, poi in voci da inserire nelle tue to do list quotidiane: è essenziale calendarizzare non solo le cose necessarie o relative ai doveri quotidiani, ma anche gli appuntamenti dedicati a te stessa e ai tuoi obiettivi personali di lungo termine; questi appuntamenti dovranno avere per te, la stessa importanza degli altri impegni, anche se nessuno ti obbliga a prenderli. In questo modo non perderai di vista la tua visione e non ti ritroverai fra un po' di tempo a renderti conto di non aver fatto nulla per la tua realizzazione.

AGISCI

Che per realizzare qualsiasi obiettivo sia necessario agire lo sai perfettamente, ma alle volte forse ti manca l'energia giusta per farlo o non sai bene a quale parte di te attingere o cosa ti frena nel cominciare.
Potevano mai mancare i Tarocchi in un post scritto da me, anche se così pragmatico? Assolutamente no e quindi ecco una piccola stesa a tre carte che ti aiuterà a capire:

  • che tipo di energia puoi canalizzare verso il tuo obiettivo;
  • quale parte di te è utile coinvolgere maggiormente nel piano d'azione; 
  • nel caso non riuscissi a individuarlo, qual è il primo passo da compiere, a livello pratico, per metterti davvero in moto. 

Dividi il tuo mazzo di Tarocchi in Arcani maggiori, Carte di corte (Fanti, Cavalieri, Regine e Re) e Arcani minori, concentrati sull'obiettivo che vuoi realizzare e poi segui lo schema che ti suggerisco qui di seguito.
Tieni presente che l'ultima carta potrebbe rappresentare sia un'azione da compiere che un ostacolo da superare e ricorda che, se hai bisogno di una mano nell'interpretazione puoi raggiungermi sul mio profilo Instagram: sarò felicissima di darti un supporto. Insomma adesso non hai più scuse: è davvero ora di metterti al lavoro sui tuoi obiettivi!



mercoledì 11 settembre 2019

4 SEGRETI (+1) PER REALIZZARE I TUOI BUONI PROPOSITI

4 SEGRETI (+1) PER REALIZZARE I TUOI BUONI PROPOSITI

mercoledì 11 settembre 2019

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Come dicevamo nel post della scorsa settimana, molto probabilmente in alcuni momenti dell'anno sei spesso alle prese con le liste dei desideri e degli obiettivi da realizzare, con tutto l'entusiasmo che caratterizza questi momenti: immagini, pianifichi, fai programmi e liste di buoni propositi. Poi però, dopo qualche settimana, ti trovi a fare i conti con una serie di scogli:

  • la mancanza di tempo e di entusiasmo, 
  • l'energia che cala, 
  • il fatto di non sapere da che parte cominciare, né cosa fare esattamente per raggiungere i tuoi obiettivi, 
  • le idee che non arrivano, 
  • non hai punti di riferimento, 
  • non ti senti ispirata, ti sembra di vivere una situazione stagnante, o di nuotare sempre controcorrente e fare tanta fatica per ottenere pochissimo rispetto alle tue aspettative,
  • magari inizi anche a pensare e a convincerti che forse quel desiderio non era poi così importante.

Così cominci a prendere scuse, anche inconsciamente, a procrastinare, a convincerti che tanto quel desiderio era irrealizzabile, che non è roba per te, che hai altre priorità...

Piano piano tutti i buoni propositi, che con tanto entusiasmo avevano riempito le tue giornate, volano via insieme all'euforia, lasciando il posto alla strisciante la convinzione di non essere capace, di non essere destinata a concretizzare le cose e da qui a perdere fiducia in te stessa il passo è breve.
Però credimi se ti dico che non è così. È vero, i desideri non realizzano da soli, anzi: affinché diventino realtà servono alcuni ingredienti importantissimi, almeno 4 (+1) che a breve ti svelerò.

Desideri diversi azioni diverse

Per poter capire cosa fare esattamente per trasformare i tuoi desideri o buoni propositi in obiettivi e far sì che si realizzino, occorre prima di tutto fare le dovute distinzioni.
Esistono tendenzialmente due tipi di sogni o desideri:
  • quelli legati al mondo materiale, cioè che hanno già una certa concretezza (come ad esempio dimagrire, seguire il corso x, fare quel viaggio che rimandi da una vita, trovare più tempo per te) e che per diventare obiettivi hanno bisogno semplicemente di essere definiti meglio, quindi devi attribuire loro determinate coordinate che poi vedremo;
  • quelli facenti parte di una dimensione più immateriale, legati a un sentire, a uno stato dell'essere, allo spirito e a una più alta sensazione di benessere come: ritrovare la fiducia in me stessa, essere più costante, amarmi di più, guardare la vita con animo più positivo, essere più paziente, sviluppare il mio intuito, l'ispirazione o la creatività, essere più autentica o più libera, avere più lucidità e concentrazione, ecc. Questi sogni, per trasformarsi in realtà, richiedono un lavoro diverso, che vedremo.


I 4 segreti 

Nel primo caso, quello dei sogni più concreti, ecco cosa può aiutarti a trasformarli in realtà:
  1. Ridefinire il sogno in maniera univoca e misurabile ovvero passare da “desidero dimagrire” a “desidero perdere 5 chili o 3 centimetri ai fianchi”. Questo ti permette di monitorare i tuoi progressi, quindi periodicamente fare dei check e aggiustare il tiro di volta in volta.
  2. Dare una scadenza al tuo sogno/obiettivo ossia entro quando lo vuoi raggiungere: assegnare una data precisa significa poter stabilire i passi da fare e quando farli per realizzare il desiderio in questione e ogni quanto tempo devi controllare a che punto sei con gli step da fare per raggiungere la meta.
  3. Fare un piano d'azione ovvero stabilire quali sono i passi necessari, le azioni concrete da fare per realizzare effettivamente quel desiderio. Non è necessario definire ogni singolo dettaglio perché ogni piano necessita sempre di aggiustamenti successivi. L'importante però è definire la prima azione che intendi fare oggi per iniziare ad inseguire il tuo sogno e le tappe intermedie che intendi superare prima di arrivare al traguardo finale.
  4. Agire! È già, questo è davvero l'ingrediente più importante in assoluto se vuoi far si che i tuoi sogni si realizzino, non si scappa. Quindi: prendi coscienza del fatto che puoi essere solo tu a realizzare i tuoi sogni, stop ai “non ce la faccio” ai pensieri limitanti, alla pigrizia, prometti a te stessa di non arrenderti al primo ostacolo, sii pronta a impegnarti parecchio (perché tutti i desideri richiedono impegno, senza quello non si va da nessuna parte) e agisci, un'azione alla volta, un passo alla volta, verso il raggiungimento del tuo obiettivo.
L'ultimo sei segreti, quello a cui spesso non si pensa, riguarda il secondo caso, quello dei sogni più impalpabili, immateriali e legati al sentire. Qui il discorso cambia un po': benché si parli di desideri che per loro natura hanno meno concretezza, nella pratica sono quelli che maggiormente possono darci sensazioni di benessere, soddisfazione e gioia poiché potenzialmente non si esauriscono una volta raggiunti, non si consumano, sono fiamme sempre vive, rappresentano uno stato dell'essere a cui aspiriamo e che desideriamo mantenere, possibilmente per sempre.
Per questi desideri, il segreto della “realizzazione” sta nelle loro caratteristiche intrinseche: se rappresentano uno stato dell'essere che non vogliamo si esaurisca mai, allora significa che vanno coltivati e alimentati sempre.
Il segreto per la loro realizzazione sta tutto in una parola chiave: allenamento. Un lavorio costante volto a rendere quelle sensazioni o facoltà sempre presenti nella nostra vita.
Bisogna allenare quello stato dell'essere: allenare la pazienza, la concentrazione, la fiducia, la creatività, la resilienza, l'amore per se stessi, la felicità. Hanno bisogno di un impegno costante, che non deve essere vissuto come un lavoro o una sacrificio, ma come una bella abitudine attraverso la quale creiamo il nostro destino. Non esiste il momento in cui un desiderio di questo tipo si può considerare realizzato, ma esiste l'impegno quotidiano a raggiungerlo e mantenerlo e sta proprio in quell'impegno il sentirci come desideriamo.

Adesso che hai ben chiara questa distinzione e come lavorare diversamente in base al tipo di desiderio/obiettivo che vuoi realizzare, ti sarà più facile creare un piano d'azione e metterti in moto, un passo alla volta verso la tua meta.
Di piani d'azione ti parlerò di più nel prossimo blog post. ti aspetto!





mercoledì 4 settembre 2019

COME CAPIRE SE UN BUON PROPOSITO LO È DAVVERO

COME CAPIRE SE UN BUON PROPOSITO LO È DAVVERO

mercoledì 4 settembre 2019

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(NOTA: il post è stato scritto a settembre quindi troverai dei riferimenti all'autunno, ma i contenuti sono adattabili a tutto l'anno)

Settembre per molti è un po' come gennaio: il momento dei buoni propositi, delle serie intenzioni, degli obiettivi e della pianificazione.
Forse anche tu ti senti carica – se non sei di questo team, smetti di leggere e vai qui - e non vedi l'ora di mettere mano ai tuoi progetti, di iniziare quel corso di pilates, la nuova dieta, programmare il tuo nuovo lavoro, organizzarti per avere una vita sociale più attiva, scrivere finalmente il tuo primo libro, riacquistare fiducia in te stessa, trovare la serenità, amarti e curarti di più, essere più costante, convinta che stavolta sarà davvero quella giusta.
Ma poi... Passa un po' di tempo e l'entusiasmo inizia a scendere, non sai da che parte cominciare o quali sono i passi da fare, le idee non arrivano, non hai punti di riferimento, non ti senti ispirata e la quotidianità, con tutti i problemi e le mancanze di sempre, riprende il sopravvento.

Quando succede è perché, forse, i buoni propositi che ti sei scelta, non sono poi così buoni. Mi spiego meglio: alle volte, può capitare di desiderare delle cose solo perché tutti vogliono quelle cose o solo perché siamo convinte che averle o realizzarle ci farà sentire accettate, amate e stimate da amici, famiglia, genitori, parenti, marito, società, ecc.
Questo significa che non sempre quello che desideriamo (o crediamo di desiderare) è autentico, non sempre proviene dal nostro cuore ma ci viene in qualche modo "dettato" dall'educazione, dalla pressione sociale, dalle aspettative altrui. È normale, quindi, che non essendoci una motivazione autentica al fare, dopo un po' l'entusiasmo iniziale si perda.

Ti sei mai chiesta perché hai scelto di iniziare quel corso di Yoga? Se andrai in palestra per rimetterti in forma solo per piacere di più agli altri, o per iniziare insieme alla tua amica, quando magari a te la palestra non piace per niente e vorresti investire tempo e denaro in un corso di disegno?
Quando è così, i buoni propositi non sono buoni per te e quindi sarà facile che ti perda per strada e che ti senta frustrata e in colpa per non aver portato a termine ciò che ti si eri prefissata, mentre la verità è che c'era scarsa convinzione fin dal principio e quindi non poteva andare che così.

Come capire, allora, se un buon proposito è davvero buono per noi?

Per portare fino in fondo ciò che intraprendi, mantenendo l'entusiasmo e l'azione costante, è necessario fin dal principio scegliere degli obiettivi che ti rispecchino davvero e per trovarli è bene partire da monte e farsi le domande giuste.

Chiediti sempre il perché vuoi realizzare quell'obiettivo e prova ad andare sempre più a fondo nella risposta: ti accorgerai che scegli di perseguirlo per come pensi che ti farà sentire.
Riflettici un attimo: il valore di tutto quello che crei nella tua vita, di tutte le azioni che fai non sta tanto negli obiettivi in sé, ma nel tuo desiderio di sentirti in un certo modo.
Per questo motivo è necessario che tu scelga obiettivi che ti facciano sentire esattamente come vorresti sentirti. (1)
Se scegli di rimetterti in forma perché vuoi sentirti più sana, non è necessario andare in palestra, se non ti senti a tuo agio in quell'ambiente: puoi benissimo optare per un tipo di attività che ti piaccia e un'alimentazione bilanciata. Vedrai che così riuscirai ad essere costante, molto più facilmente perché non ti sentirai costretta a fare cose che non ti si confanno e ti sentirai meglio già nel mentre persegui il tuo proposito, giorno dopo giorno, nel tuo modo.

Desideri sentirti soddisfatta, serena, appagata, ricca? Ebbene, è questo che devi focalizzare e perseguire poiché quando capisci come ti vuoi sentire, gli obiettivi (o propositi) diventano un mezzo e non il fine ultimo.

Ecco perché, ancor prima di investire tutto il tuo entusiasmo e la tua energia in propositi e progetti di varia natura, ti invito a farti innanzitutto questa domanda preliminare:

Come ti vuoi sentire nei prossimi mesi?

Rispondi con assoluta sincerità, prendendoti qualche minuto per pensarci: ti vuoi sentire  tuo agio o sfidata? serena e rilassata o attiva e impegnata? Ti vuoi sentire bella? Sicura? Ricca? Stimolata? Rinnovata? Leggera? Equilibrata? Nel flusso?
Scrivi almeno tre modi in cui ti vuoi sentire e poi prendi l'elenco dei tuoi attuali propositi e chiediti, per ognuno di essi, se il perseguirli e  raggiungerli ti farà sentire davvero così. Se la risposta è si perfetto, puoi passare all'azione; ma se non è così allora sarà meglio riformulare il tuo proposito, se non addirittura cancellarlo serenamente.
Evita anche di stilare un lunghissimo elenco di buoni propositi perché un'altra causa che spesso ci induce a mollare è la tendenza a caricarci inutilmente. Eliminare qualche obiettivo di troppo e concentrarti su pochi ma autentici, non potrà che fare bene alla tua costanza.

Se non riesci a focalizzare bene questo approccio, come sempre i Tarocchi, possono darti un'ottima mano. Ho creato una stesura perfetta per aiutarti a individuare come ti vuoi sentire davvero, quali propositi possono farti sentire in quel modo e come poterli realizzare. Ecco lo schema da seguire:

  1. Come mi voglio sentire questo autunno nei prossimi mesi? Arcani maggiori
  2. Quale obiettivo mi farà sentire cosi? Intero mazzo
  3. In che modo il perseguimento di questo obiettivo impatterà nella mia vita? Intero mazzo
  4. Quali sono le risorse alle quali posso attingere per realizzarlo? Carte figurative (ossia Fanti, Cavalieri, Re e Regine)
  5. Qual è il primo passo da compiere per realizzarlo? Intero mazzo




Se vuoi puoi scaricare questo schema in formato PDF, qui.
Poi se ti va, raccontami nei commenti o com'è andata, o vieni a trovarmi su Instagram per un confronto diretto, ti aspetto!


(1) Questo è, in sintesi, il principio fondamentale della Desire Map,  un libro scritto da Danielle LaPorte, famosa autrice e imprenditrice canadese.

lunedì 27 agosto 2018

COACHING, TAROCCHI E MAGIA PER SCOPRIRE I TUOI POTERI

COACHING, TAROCCHI E MAGIA PER SCOPRIRE I TUOI POTERI

lunedì 27 agosto 2018

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Nelle ultime settimane mi sto appassionando molto al tema del potere inteso come potere personale o, come mi piace chiamarlo, potere magico: quell'energia che è dentro di noi e che è l'ingrediente fondamentale che usiamo per creare, realizzare progetti, modificare la nostra realtà.
È un'energia che spesso non conosciamo bene o non sappiamo di avere e di cui, quindi, non sfruttiamo appieno il potenziale. E se lo sfruttiamo, magari lo facciamo inconsapevolmente e senza una direzione precisa.
Ecco perché, come ti raccontavo qui, ho iniziato a interessarmi di bacchette magiche come strumento di canalizzazione e direzione della propria energia verso un obiettivo.
Il processo di creazione e personalizzazione della mia bacchetta non è ancora finito: ho intenzione di inciderla e decorarla con i simboli del mio potere che, riflettendoci su, ho capito non essere altro che la somma delle mie doti, qualità e potenzialità.

lunedì 28 maggio 2018

5 MODI E QUALCHE STRUMENTO PER COLTIVARE L'AMOR PROPRIO

5 MODI E QUALCHE STRUMENTO PER COLTIVARE L'AMOR PROPRIO

lunedì 28 maggio 2018

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L'amor proprio, (o self-love come ho amato chiamarlo nelle scorse settimane) è, a mio avviso, alla base dell'autostima. 
Spesso questi due termini, autostima e amor proprio, sono usati come sinonimi ma credo esista una sfumatura che li differenzia che consiste nel fatto che l'amor proprio viene prima dell'autostima, ne è presupposto: se non ci amiamo, se non coltiviamo quell'amore giorno per giorno, non saremo mai in grado di credere in noi stessi, nel nostro potenziale e nelle infinite capacità che abbiamo.

lunedì 19 febbraio 2018

TAROT AT WORK: INTERVISTA A ILARIA RUGGERI

TAROT AT WORK: INTERVISTA A ILARIA RUGGERI

lunedì 19 febbraio 2018

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Siamo al terzo lunedì del mese e dopo la pausa di gennaio, riprende la rubrica Tarot@work, interviste a donne speciali che usano nel loro lavoro i Tarocchi o le carte ispirazione, sia per se stesse che per le loro clienti.
Oggi siamo in compagnia di una donna magica e creativa che le Carte ispirazione, addirittura se le è fatte da sé! Si, perché oltre ad essere una professionista dalle mille risorse e passioni da mettere in campo, lei è anche un'artista. 
Hai già capito, vero? Sto parlando della mitica Ilaria Ruggeri, che oggi sono felicissima di ospitare nel mio blog perché penso che sia una donna fuori dal comune, preparata, divertente, intuitiva, accogliente, piena di talento e passioni che sa miscelare in modo creativo ed armonioso nel suo lavoro.
Vuoi conoscerla meglio? Ecco la sua intervista.