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lunedì 21 agosto 2017

I TAROCCHI: UNO STRUMENTO TANTI USI

I TAROCCHI: UNO STRUMENTO TANTI USI

lunedì 21 agosto 2017


L'ho già detto in diverse occasioni che  ̶i̶n̶ ̶q̶u̶e̶s̶t̶o̶ ̶p̶e̶r̶i̶o̶d̶o̶  ormai i Tarocchi sono diventati il mio principale alleato, lo strumento preferito per far riaffiorare la mia parte intuitiva e profonda e ritrovare il mio centro.
La maggior parte delle persone conosce come unico scopo dell'uso dei Tarocchi quello di predire il futuro. In realtà posso elencarti almeno cinque cose che puoi fare con loro, e che non c'entrano nulla con il tanto temuto destino. Sei curiosa? Eccole:


1. CONOSCERE TE STESSA

Puoi usare i Tarocchi per conoscerti meglio, capire cosa non va o di cosa hai bisogno in un certo momento della tua vita, tracciando un tuo ritratto spirituale ed emozionale. In tal caso occorrerà porre ai Tarocchi domande del tipo: “Cosa c'è nel mio cuore?”, “Cosa mi offusca la mente?”, “Di cosa ha bisogno il mio corpo?”, “Cosa mi opprime?”
Sono domande che ti aiuteranno a sciogliere dei dubbi su te stessa, a capirti meglio e quindi ad agire di conseguenza.
Ti sarà sufficiente estrarre una carta che ti darà la risposta. Prova, all'inizio, solo con gli Arcani Maggiori simbolicamente molto potenti.


2. CONOSCERE I TUOI PUNTI DI FORZA E IL TUO ALLEATO INTERIORE

Se ti trovi a vivere una situazione nuova o delicata, una crisi, un progetto importante a cui tieni o una difficoltà, un motivo di tristezza, pensa a quella situazione ed estrai una carta degli Arcani Maggiori. Quell'archetipo sarà il tuo sostegno, il tuo punto di forza, il tuo alleato, la tua caratteristica vincente in quello specifico caso. Mettila in campo e ti aiuterà a risolvere la situazione, ad affrontare la crisi, a costruire il progetto, a superare la difficoltà o il motivo di tristezza e preoccupazione, conducendoti alla gioia e al successo.
Dopo aver analizzato il messaggio e le caratteristiche della carta puoi fotocopiarla e farne un cartoncino da portare sempre con te in borsa o da tenere come segnalibro, appoggiata alla scrivania, in tasca o sotto al cuscino in modo che possa trasmetterti il suo messaggio e la sua energia. Sarà come un amuleto che ogni volta ti ricorderà qual'è il tuo alleato.


3. LASCIARTI ISPIRARE DURANTE LA GIORNATA

Ogni giorno, estraendo una carta dal mazzo la mattina, puoi ricevere da lei un messaggio, un suggerimento, un consiglio generale su come agire, un'ispirazione. Oppure, più semplicemente una prospettiva su come si potrà presentare la giornata, o ancora uno spunto, un'idea su come affrontare qualcosa che ti crea un po' di ansia.
Questo esercizio ha, in realtà, una doppia funzione: quella di ispirarti come ti ho detto e anche quella di farti prendere maggiore confidenza con le carte e con la tua capacità di osservarle e di coglierne i messaggi.


4. RICEVERE CONSIGLI

Ne ho parlato anche qui, quando non sai bene che decisione prendere rispetto a qualcosa, come comportarti in determinate situazioni o approcciarti a una novità, insomma in qualunque occasione tu possa vere bisogno di un consiglio sincero e schietto al massimo, puoi rivolgerti ai Tarocchi.
Ti basterà estrarre una carta o più e "lasciarle parlare". Datti il tempo di osservare le immagini, prova a immergerti in quel mondo giocando un po' con la fantasia, chiediti cosa potrebbe dirti il personaggio rappresentato: vedrai che a un certo punto la carta comincerà a parlarti. Ti saranno sempre più chiari i suoi simboli e il suo messaggio. Quel messaggio è il consiglio che la carta ti sta dando. Cerca di non andare subito a leggere il significato della carta sui libri ma dai priorità a ciò che essa ti comunica nell'immediato, a un particolare che ti colpisce. Non avere fretta, entra in sintonia con l'arcano. Solo dopo, se ti serve leggi il suo significato, per integrarlo a quello che tu gli hai dato. Anche in questo caso, per facilitarti la cosa puoi iniziare dagli Arcani Maggiori che, come ho già detto, sono figure archetipiche molto forti e simboliche.


5. STIMOLARE LA CREATIVITÀ

I Tarocchi sono prima di tutto dei disegni, immagini a volte molto elaborate e bellissime, piene di simboli. A seconda del mazzo vi sono raffigurati personaggi o situazioni. Ecco: un personaggio dei Tarocchi o una scena in essi raffigurata, possono diventare un punto di partenza per creare. Ispirandoti a un arcano puoi realizzare un'opera d'arte, una storia, il post di un blog, un prodotto artigianale come un anello, una borsa, un vestito. Ci hai mai pensato? 
Se vuoi un esempio eccellente eccoti servita: per la sua collezione Cruise 2018, Maria Grazia Chiuri, direttrice artistica della maison Dior, si è lasciata ispirare dai Tarocchi Motherpeace di Vicki Noble e Karen Vogel, leggi qui!
Hai visto? Non puoi immaginare quante suggestioni possano produrre i Tarocchi, provaci: estrai una carta e fatti ispirare da lei per la tua opera creativa.

Infine, negli usi dei Tarocchi che ti ho elencato c'è - last but not least - un “bonus” importantissimo che è quello di aiutarti ad “allenare” l'intuito.
Tutti questi esercizi, oltre al loro scopo specifico, hanno la magnifica capacità di mettere in moto la tua capacità di guardare, sentire, percepire, ascoltare l'intuito e imparare fidarti di lui.

Man mano che utilizzerai i Tarocchi come tuoi alleati per la vita quotidiana, per la consapevolezza e la tua crescita personale, sentirai aumentare la fiducia nella parte intuitiva di te, quella più nascosta, che spesso viene messa a tacere a favore della razionalità.

Per me è stato ed è così, quindi posso garantirtelo: sarà come riaprire piano piano il tuo terzo occhio, risvegliando una sorta di “pensiero magico”. Comincerai ad avere delle vere e proprie folgorazioni guardando le carte. Anche nel vivere la quotidianità sarai molto più centrata, ricettiva, in grado di cogliere moltissime sfumature a cui prima non avresti mai fatto caso

Io direi che ne vale la pena; allora che fai ci provi? Se ti va poi raccontami com'è andata nei commenti.

lunedì 19 giugno 2017

PER RISVEGLIARE L'INTUITO, PROVA IL JOURNALING CON I TAROCCHI [POST + PODCAST]

PER RISVEGLIARE L'INTUITO, PROVA IL JOURNALING CON I TAROCCHI [POST + PODCAST]

lunedì 19 giugno 2017


Questo post ha anche la versione podcast, puoi ascoltarla cliccando qui sotto.


Ascolta "Puntata #002 - Tarocchi e journaling per risvegliare l'intuito" su Spreaker.


 ̶N̶e̶g̶l̶i̶ ̶u̶l̶t̶i̶m̶i̶ ̶m̶e̶s̶i̶ ̶h̶o̶ ̶i̶m̶p̶a̶r̶a̶t̶o̶  Quando ho iniziato la mia avventura con i Tarocchi, ho dovuto presto ricredermi su una convinzione molto diffusa e cioè che l'intuito fosse un dono destinato a pochi.
La verità è che l'intuito non è un “dono” che qualcuno ha e altri no. Ce lo abbiamo tutti: ce l'ho io e ce l'hai anche tu, solo che troppo spesso e troppo a lungo lo trascuriamo, fino a dimenticarcene, fino a non sentire più la sua voce e a convincerci di non averlo mai avuto.
Quando questo succede probabilmente non ce ne rendiamo conto, troppo prese come siamo dalla frenesia della vita quotidiana, dai problemi, dal lavoro, dai doveri, dalle aspettative su di noi e da un'infinità di altre cose.
Solo che ad un certo punto, può farsi strada un certo disagio ed emergere una specie di scollamento fra ciò che si è e ciò che si sente di essere. Sembra che le due cose non corrispondano e, se questo capita anche a te, in momenti di particolare sensibilità o vulnerabilità, ti verrebbe quasi da dire:

“Ma che cavolo ci faccio qui? Cosa c'entrano queste persone con me?
E cosa me ne frega di ciò che stanno dicendo?
Questo non è il mio posto...”
e così via.

Cosa ti ha portato fino a quel punto? Tante volte io me lo sono chiesto e, ad un tratto, la risposta è stata chiara: per troppo tempo e in troppe occasioni, non avevo ascoltato ciò che l'intuito mi diceva e la cosa peggiore era che mi sembrava di non sentirlo più... 

Beh, la bella notizia è che ci si può riconnettere sempre con il proprio intuito, con il sé più profondo, quella saggezza immediata e senza filtri che abbiamo tutti: basta volerlo. La bella notizia è che questa voce interiore non si perde per sempre, ma resta sopita, come il fuoco sotto la cenere che ha bisogno di un soffio per riaccendersi; come un muscolo atrofizzato che ha bisogno di esercizio per allenarsi e tornare forte e scattante.
Pensaci: quando una persona non fa mai movimento, arriva quasi a non sentire più il suo corpo e di conseguenza non può nemmeno immaginare quello che potrebbe arrivare a fare. Ma basta iniziare un piano di allenamento costante, o anche un po' di stretching per sentire pian piano ogni muscolo che si risveglia. Allo stesso modo, se non presti mai ascolto al tuo intuito, quasi ti dimentichi di averlo e di conseguenza non puoi immaginare il suo potenziale o che straordinario aiuto può essere, se e quando viene ascoltato.

Per ricominciare ad ascoltarlo, esercitarlo, allenarlo e dunque aiutarmi a risvegliarlo, il primo strumento che ho usato è stato un mazzo di Tarocchi, incontrato sulla mia strada per una serie di fortunati eventi o forse sarebbe meglio dire di sincronicità. Per la precisione si trattava del Tarocco Indovino Dal Negro, disegnato da Sergio Ruffolo. Lo scelsi perché lo avevo visto usare da una signora che leggeva le carte e  mi piacevano i disegni, mi sembravano molto chiari e mi erano rimasti impressi. Sono stati la mia prima “palestra” per allenare l'intuito, lo sguardo e facilitare l'introspezione.

L'esercizio che ho fatto ogni giorno, per 78 giorni (uno per ogni carta) è stato quello che mi piace chiamare “La carta del giorno”: una specie di journaling con le carte, un diario dei Tarocchi. Funziona in modo molto semplice: si tratta di estrarre una carta ogni mattina, osservarla per un certo tempo e lasciar affiorare i pensieri e le sensazioni che quella carta suscita in noi. Poi scrivere tutto su un quaderno/diario lasciando pensieri, ricordi, associazioni e idee, liberi di fluire seguendo le suggestioni della carta che possono derivare dal disegno, dai colori, da un dettaglio, dai personaggi, dalla parola chiave (ce c'è), dal seme: qualsiasi elemento può essere uno stimolo, un grimaldello per aprire qualche porticina del nostro inconscio.

Facendo questo esercizio, ogni giorno sei stimolata a riflettere su emozioni, sensazioni, sentimenti, situazioni, blocchi, rapporti, aspettative, progetti, fallimenti, passato, desideri, paure, speranze e un milione di altre cose che non ti aspetti, ma che emergono da sole e diventano reali proprio nel momento in cui le scrivi. Una volta messe nero su bianco, rappresentano un qualcosa di cui stai prendendo coscienza e che quindi è impossibile continuare ad ignorare. Potente no?
In questo modo le carte diventano il “mezzo” attraverso il quale l'intuito si manifesta e torna a parlarti. La carta è uno stimolo a cui l'intuito si attiva.
Questo esercizio è un viaggio introspettivo pieno di sorprese, ti aiuta a guardarti dentro. Può essere difficile, a volte, ma anche sorprendente, entusiasmante e sarà sempre uno sforzo positivo verso la presa di coscienza. Dopo averlo sperimentato a lungo, mi sento davvero di consigliarlo a tutte le persone che si trovano nella situazione che ho descritto, un po' scherzosamente, all'inizio.

E una volta finite le carte che si fa? Io mi sono presa del tempo per altri esercizi, ma poi ho ripreso l'esercizio della carta del giorno con un mazzo nuovo, che con altre immagini e una diversa simbologia, avrebbe potuto suscitare in me riflessioni nuove e prospettive alternative.

Ma c'è un altro vantaggio in questo esercizio, ottimo per chi, come me è interessata, oltre che all'introspezione, anche ai Tarocchi in sé e alla loro lettura. Nell'osservare le carte si impara a conoscerle e ad interpretarle non secondo significati tradizionalmente codificati ma secondo il proprio sentire, seguendo, appunto, l'intuito: un bellissimo modo per avvicinarsi ai Tarocchi per chi è all'inizio.

E tu hai mai fatto journaling con i Tarocchi? Com'è andata? Se ti va, raccontamelo nei commenti.

lunedì 12 giugno 2017

HO INIZIATO COSI' [POST + PODCAST]

HO INIZIATO COSI' [POST + PODCAST]

lunedì 12 giugno 2017



Questo post ha anche la versione podcast, puoi ascoltarla cliccando qui sotto.

Ascolta "Puntata #001 - Ho iniziato così" su Spreaker.


Era l'autunno che precedeva i miei quarant'anni. Ero in un momento della vita già di per sé delicato; in più mi capitava spesso di avvertire un senso di scomodo, di fastidio, che pervadeva molti aspetti della mia vita.
Il lavoro stava prendendo una piega che non avevo previsto e che non mi rispecchiava, alcuni rapporti mi appesantivano, mi si presentavano in continuazione situazioni indesiderate.
E poi: cose che si complicavano, progetti che partivano facili e poi puntualmente diventavano difficili e pieni di insidie, persone che volevano a tutti i costi coinvolgermi in iniziative a me assolutamente estranee, a cui però facevo fatica a dire di no.
Ti è mai capitato? Se la risposta è si allora anche tu, come me, ti sarai sentita schiacciata da tutto questo "materiale" che non ti appartiene e che sembri comunque attrarre come una calamita.
Continuavo a chiedermi il perchè. Pian piano, una timida risposta ha cominciato ad insinuarsi nella mia mente:

“Vuoi sempre fare la brava bambina, che non accetta il suo lato oscuro, che dice sempre di si per non deludere gli altri. Quella a modo, quella gentile, quella affidaabile a cui si può chiedere tutto e che non chiede mai niente. Quella che non punta i piedi, non pianta grane, che non mette avanti se stessa.
Hai perso il contatto con te, col tuo istinto di sopravvivenza, col tuo intuito, che ti dice sempre cosa è giusto, ma non lo ascolti. Anche adesso sono io che ti parlo: il tuo intuito!”

Caspita – mi sono detta – forse ognuno di noi ha una saggezza interiore sepolta, ma che sa esattamente cosa non va... mi sa che è il caso di ritrovarla.