Come promesso, eccomi di nuovo a parlarti del magico potere degli animali domestici.
La volta scorsa ne ho parlato in generale con qualche bell'esempio, ma non vedevo l'ora di raccontarti la mia esperienza diretta.
Se hai letto qui, saprai già che ho due cani con i quali vivo un rapporto quasi simbiotico. Sono con me ormai da nove anni.
Dolly, la grande, ho voluto adottarla dopo la morte di mia madre, detto in modo molto semplicistico, probabilmente spinta dalla necessità di colmare un vuoto. Avevo bisogno di avere qualcosa che mi responsabilizzasse, che dipendesse dalle mie cure e che quindi mi desse lo stimolo a muovermi e a fare, impedendomi di abbandonarmi alla tristezza, al vuoto della perdita e di passare le giornate nell'inedia.
Ha funzionato. Lei mi ha dato la spinta per ricominciare e anche una nuova routine a cui non potevo sottrarmi. Dovevo accudirla, darle da mangiare, portarla fuori. Non c'è tristezza che tenga quando un musetto bianco ti fa gli occhioni dolci per portarla a spasso. Anche se vorresti stare tutto il giorno incollata al divano guardando il soffitto, quello sguardo è capace di smuovere anche le pietre. Figuriamoci se non smuoveva me dal divano. Lei è stata un regalo di mia madre.

