lunedì 30 ottobre 2017

TRE SCOPI DIVERSI PER CUI LEGGERE I TAROCCHI

TRE SCOPI DIVERSI PER CUI LEGGERE I TAROCCHI

lunedì 30 ottobre 2017



Quando si parla di Tarocchi, la maggior parte di noi associa immediatamente questo strumento al fine di leggere il futuro. I Tarocchi sono, infatti, conosciuti soprattutto per questa funzione che è, probabilmente, la più praticata e radicata. mentre si tende, purtroppo, ad ignorare almeno altri due scopi utilissimi per cui usarli: fare introspezione e dunque acquisire consapevolezza e chiedere consigli.

In questo post voglio spiegarti perché - anche se l'approccio predittivo è quello più diffuso - a mio avviso è un altro il modo più utile per usare i Tarocchi: come uno strumento di crescita personale, qualcosa che non ti dica cosa ti accadrà fra qualche settimana, ma cosa fare affinché i tuoi desideri si realizzino, come agire su di te per superare i tuoi blocchi, quali talenti ed energie possono aiutarti a diventare chi vuoi essere.
Vediamo uno per uno i tipi di lettura.

LEGGERE PER "SBIRCIARE" IL FUTURO

Questa lettura, da molti definita cartomantica (dal termine "Mantica": antica arte di divinare il futuro interpretando segni di varia natura), usa i simboli, le allegorie e gli archetipi delle carte per capire cosa accadrà nel futuro.
È una pratica che risale ad antichità remote: fin dalla notte dei tempi l'uomo ha sempre avuto e assecondato il bisogno di sapere prima il momento di un ritorno, l'esito di una battaglia, la direzione da prendere per trovare un riparo. La pratica di predire il futuro è antica e usa l'intuito e la sensibilità che ognuno di noi ha, seppure sviluppate in misura diversa.
Non mi dilungo troppo sul se e come possa avvenire una previsione, quello su cui voglio soffermarmi, invece, è l'atteggiamento di chi la fa e di chi la riceve, perché quando usiamo le carte a questo scopo, prestiamo il fianco alla tentazione di restare inerti rispetto al responso.
Mi spiego meglio: quando si usano i Tarocchi per predire il futuro, l'atteggiamento di chi riceve la lettura tende quasi sempre ad essere passivo. La sensazione è quella di ricevere una sorta di sentenza inappellabile dagli arcani e di non poter fare nulla per cambiarla o dover soltanto aspettare che gli eventi pronosticati si realizzino.
Niente di più sbagliato: è molto importante, invece, essere consapevoli che nulla accadrà se non saremo noi a farlo accadere, o che nulla cambierà se non saremo noi a volerlo e quindi ad agire di conseguenza. Perciò, mai prendere il responso degli Arcani come un destino ineluttabile.
Siamo sempre padroni del nostro destino e il futuro non è altro che il risultato delle azioni che mattiamo in pratica oggi.
Gli Arcani possono al più disegnare delle prospettive su come una situazione potrebbe svilupparsi se continuiamo a comportarci in un certo modo e a seguire la stessa strada. Starà poi a noi, se quella prospettiva ci piace, continuare per quella strada; se non ci piace, cambiare rotta.
Quindi, più che chiedere alle carte cosa accadrà, può essere utile usarle per analizzare il presente e capire quali sviluppi futuri potrebbe avere. In questo senso, secondo me, si può parlare - con accortezza - di uso dei Tarocchi per "vedere" il futuro. Si tratta più che altro di mettere in luce aspetti del presente che non conosciamo e così analizzare quali posano essere le potenzialità del futuro.


LEGGERE PER FARE INTROSPEZIONE E CREARE CONSAPEVOLEZZA

Questo tipo di lettura, usa i simboli, le allegorie e gli archetipi delle carte per stimolare nelle persone una connessione profonda con se stesse.
Se le domande vengono ben poste, i Tarocchi possono fornire un validissimo stimolo per guardarsi dentro e, con l'aiuto dell'intuito, comprendere di se stessi molte più cose di quante si possano capire usando solo la tua razionalità.
In relazione alla domanda posta (ad esempio: a che punto mi trovo della mia vita? Dove sto andando? Cosa devo lasciar andare a livello emozionale? Cosa sento rispetto a questa situazione? Ecc.) si possono stimolare intuizioni sorprendenti che non sono, o sono solo in parte, legate ai significati tradizionali e codificati dei Tarocchi, ma vengono più dalla pancia e dall'ispirazione del momento.
Qualcosa nella carta desterà la tua attenzione e quel particolare sarà la chiave d'accesso al tuo mondo interiore. Se lo hai notato, probabilmente il tuo inconscio ha bisogno di dirti qualcosa che è legata a quel particolare. Perciò puoi usarlo come trampolino di lancio per dare via libera ai tuoi pensieri. Lascia la mente vagare, senza limitarti.
Lo scopo è tirare fuori ciò che la carta ti suscita perché quello è il messaggio che ti serve, ciò che hai bisogno di sapere in quel momento.

LEGGERE PER CHIEDERE CONSIGLIO

Un modo semplice, efficace ed utilissimo di usare i Tarocchi è quella di chiedere dei consigli, delle strategie di azione. Non parlo solo di consigli su questioni esistenziali o molto importanti, ma anche su piccole faccende quotidiane, che possono sembrare anche banali, ma che magari ti creano qualche ansia.
Ti sarà capitato, vero, di non riuscire a fare una scelta, di non sapere come affrontare un problema, di chiederti quale fosse il modo giusto di approcciarti a una novità, di non saper decidere se fare una cosa o non farla?
Ovvio. Beh, in tutti questi casi puoi estrarre una carta chiedendo ai Tarocchi un consiglio su cosa fare o come comportarti. Non è fantastico? È come avere la tua migliore amica, quella più sincera in assoluto che se deve ti fa pure le lavate di capo, sempre a portata di mano.


Personalmente, penso che i Tarocchi siano uno strumento talmente completo e sfaccettato da poter essere usati in moltissimi modi utili e creativi.
Sono però convinta che la cosa importante sia l'atteggiamento che abbiamo nell'usarli nell'uno o nell'altro modo: possiamo chiedere lumi sul nostro futuro, ma è importante fare attenzione a non cadere in atteggiamenti di attesa passiva o di vittimismo. Se il responso non ci piace, invece di piangerci addosso, chiediamo semmai un consiglio su cosa fare per migliorare la situazione.
Se invece ci piace, non è che poi possiamo incrociare le braccia spettando che si avveri. Dobbiamo essere noi a far sì che le cose accadano e se non sappiamo come fare, possiamo sempre chiedere un consiglio su come muoverci. Dunque non attendere passivamente che gli eventi previsti si realizzino, ma chiedere consigli da mettere in pratica. Chiedere per agire, assumendo un ruolo attivo e responsabile.
Ancora: se stiamo vivendo una crisi esistenziale o facendo bilanci di vita chiedendoci perché la nostra realtà non ci rispecchia, possiamo usare i Tarocchi per esplorare noi stesse, capire cosa non va, sciogliere nodi, superare blocchi.
Anche qui staremmo assumendo un ruolo attivo: chiedere per capire.
Capita anche che i diversi modi di usare i Tarocchi si mescolino tra di loro, a volte i confini possono sfumare, dipende molto dalle domande che facciamo.

E tu come preferisci usare i Tarocchi? Per introspezione, consigli o futuro? Se ti va, scrivimelo nei commenti.

lunedì 23 ottobre 2017

AD HALLOWEEN SCACCIA LA PAURA DELLE CARTE "BRUTTE"

AD HALLOWEEN SCACCIA LA PAURA DELLE CARTE "BRUTTE"

lunedì 23 ottobre 2017


Halloween - o Samhain, come preferisci chiamarlo – è ormai alle porte e su blog, bacheche Instagram e Pinterest è un fiorire di immagini di fantasmi, scheletri, ragnatele, zucche intagliate, atmosfere lugubri e terrificanti ma, in qualche modo, anche divertenti.
Questa atmosfera fantomatica da film horror ci attrae, ci fa sentire quel brividino che solo le cose misteriose sanno dare. Questo perchè in fondo siamo tutti più o meno attratti da ciò che non vediamo e non comprendiamo, da tutto quello che non è bidimensionale ma ha anche quel lato oscuro e segreto che ci affascina e che rende tutto più vero.

lunedì 16 ottobre 2017

TAROT AT WORK: INTERVISTA A MATHILDA STILLDAY

TAROT AT WORK: INTERVISTA A MATHILDA STILLDAY

lunedì 16 ottobre 2017


Siamo al terzo lunedì del mese e, come promesso qui, arriva il secondo appuntamento con donne speciali che usano nel loro lavoro i Tarocchi o le carte Ispirazione.
Oggi ti faccio conoscere Silvia Ancordi, aka Mathilda Stillday.
La osservavo da un po' perchè mi incuriosiva molto il suo mondo: un incantevole mix di cristalli, carte, scrittura, arte, femminile.
Poi Instagram ci ha avvicinato e sono stata contentissima quando Silvia ha dato la sua disponibilità per questo progetto perché sono certa che, se non la conosci già, avrai modo di scoprire una donna fuori dal comune.
Silvia è esigente, selettiva e testarda, ma anche spiritosa, sognatrice e idealista. Legge moltissimo, crea mandala e ha scritto due libri. Ora sta lavorando al terzo: fanno tutti parte di una trilogia.
Curiosa di conoscerla meglio? Ecco la sua intervista.

lunedì 9 ottobre 2017

TI CONSIGLIO UN LIBRO: IL BAMBINO E IL MAGO

TI CONSIGLIO UN LIBRO: IL BAMBINO E IL MAGO

lunedì 9 ottobre 2017


Leggere è una delle mie più grandi passioni. Mi piace molto la saggistica a cui mi dedico durante il giorno, ma la sera, prima di dormire ho voglia di rilassarmi quindi preferisco in genere romanzi, storie, testi che mi facciano evadere un po', trasportandomi in altri mondi.
Accompagno il tutto con una tazza di tisana o camomilla fumante al miele e gli ingredienti per una serata hygge ci sono tutti.
Quando, poi, trovo un libro che mi colpisce più degli altri mi viene subito voglia di condividere le mie impressioni, così nasce l'idea di questo post, come anche di questo.
Magari potrei farne un appuntamento mensile sul blog, che ne dici? Fammi sapere se l'idea ti piace.

Il libro di cui voglio parlarti oggi, non è propriamente un romanzo o una favola, ma sfocia in qualcosa di più profondo. Scritto a quattro mani da Salvatore Brizzi (esperto di alchimia trasformativa) e Riccardo Geminiani (scrittore), si intitola “Il bambino e il mago”.

lunedì 2 ottobre 2017

OTTOBRE, L'ARCANO XIII E LA MAGIA PURIFICATRICE DEGLI INCENSI

OTTOBRE, L'ARCANO XIII E LA MAGIA PURIFICATRICE DEGLI INCENSI

lunedì 2 ottobre 2017


Ottobre del mio cuore, dalle mille sfumature, eccoti finalmente.
Non so per te, ma per quanto mi riguarda, ottobre è sempre stato uno dei mesi preferiti, se la gioca alla grande con dicembre.
Di ottobre mi piacciono tantissimo i colori, i profumi e tutte le cose che si fanno in questo periodo legate alla terra come la vendemmia e la raccolta delle olive. Quando ero piccola mio nonno vendemmiava e io ho tanti ricordi di questo momento dell'anno legati alla mia infanzia.

lunedì 25 settembre 2017

TAROT AT WORK: INTERVISTA A GIOIA GOTTINI

TAROT AT WORK: INTERVISTA A GIOIA GOTTINI

lunedì 25 settembre 2017


Qualche tempo fa su Instagram, ho lanciato un appello per un progetto che avrei voluto iniziare a settembre: Tarot at work, interviste a donne che lavorano in proprio e che usano Tarocchi e/o carte di ispirazione per il loro lavoro, magari dietro le quinte, o nel loro lavoro perchè sono parte integrante di ciò che fanno.
Perchè questa rubrica? Moltissime persone sono convinte che l'unico impiego di Tarocchi e carte di ispirazione (a proposito, se non conosci la differenza l'ho spiegata qui) sia quello di predire il futuro. Io, invece, volevo dimostrare che ci sono moltissimi modi per usare questo strumento, modi diversi, creativi e molto utili e quanto sia limitante fermarsi al più comune uso previsionale.
E poi sono convinta che vedere come altre persone lavorano, possa essere fonte di grande ispirazione e così non ci ho pensato troppo e ho chiesto.

La risposta è stata una bella sorpresa. A parte alcune donne che seguo da moltissimo tempo, che conosco e stimo, molte altre si sono rese disponibili per il progetto e pian piano te le farò conoscere. Non potevo però che iniziare con le mie ragazze del cuore!

lunedì 18 settembre 2017

RITUALE DI CONSACRAZIONE E PURIFICAZIONE DEL MAZZO: TI RACCONTO IL MIO

RITUALE DI CONSACRAZIONE E PURIFICAZIONE DEL MAZZO: TI RACCONTO IL MIO

lunedì 18 settembre 2017


In un post precedente ti ho parlato delle differenze tra vari mazzi di carte per aiutarti a scegliere il tuo. Una volta scelto, qual'è il passo successivo? Forse avrai sentito parlare di rituale di consacrazione e purificazione del mazzo di carte o Tarocchi. Tranquilla, niente di oscuro o superstizioso, si tratta semplicemente di un modo che possiamo adottare per inaugurare il nostro nuovo mazzo e, naturalmente, solo se è qualcosa che ci piace: non è assolutamente obbligatorio né necessario.
In questo post ti spiego a cosa può servire, perché lo faccio, e ti racconto com'era il mio primo rituale. Come tengo sempre a precisare, non ci sono formule standard, puoi seguire delle indicazioni generali, ma poi è sempre bene adattarle a te e al tuo modo di sentire.

COS'è E A COSA SERVE

Il rituale di consacrazione e purificazione del mazzo consiste in una serie di azioni volte a preparare il mazzo (spesso si dice pulire il mazzo da energie varie), entrare in sintonia con esso, esprimere le nostre intenzioni.
Non tutti lo fanno: per molte persone è sufficiente mescolare a lungo le carte per creare un contatto e iniziare a prenderci la mano. Secondo alcuni, rituali a parte, sono le intenzioni quelle che contano, personalmente penso che si tratti di una forma rituale che agisce più su di noi, a livello psichico che non sul mazzo.
Personalmente mi piace molto l'idea di dedicare una piccola cerimonia al nuovo mazzo e al lavoro che farò con lui. Ecco perché prima di utilizzare un mazzo nuovo, amo dedicarmi a questa piccola pratica.


Perché farlo

Possono esserci diversi buoni motivi per eseguire un rituale del genere. Te ne elenco alcuni.

PULIRE IL MAZZO. Quando prendi un nuovo vestito in un negozio, probabilmente lo metterai in lavatrice prima di indossarlo, vero? Ecco, la stessa cosa può valere per un mazzo di carte (sì, sfatiamo il mito che le carte debbano essere regalate!).
Prima di arrivare da te, un mazzo di carte avrà fatto un bel viaggetto, assorbendo varie energie, quindi potresti desiderare di pulirlo da esse, proprio come si fa con gli abiti appena acquistati. su questa visione sono d'accordo solo parzialmente nel senso che più che come pulizia, vedo questa fase come una preparazione.

CREARE UNA CONNESSIONE. Il mazzo nuovo sarà il tuo strumento di introspezione, chiarezza e consapevolezza, Jodorowsky definisce il mazzo di tarocchi addirittura "un essere". Sicuramente con lui instaurerai un rapporto speciale ed è bello, almeno per me, dedicargli un piccolo spazio temporale in cui poter, in un certo senso, fare la sua conoscenza e sperimentare che tipo di energia mi trasmette. 

ESPRIMERE LE TUE INTENZIONI. Con il rituale puoi consacrare e dedicare il mazzo ad uno scopo preciso che dovrai pensare bene e decidere con cura.
Ad esempio puoi dedicarlo ad un'entità o principio spirituale (la conoscenza, l'aiuto, una Dea con cui senti particolare affinità), oppure a un obiettivo per cui utilizzerai i Tarocchi (fare chiarezza, conoscere te stessa, portare la divinazione per il mondo, aiutare le persone).
Sentiti libera anche di combinare le cose insieme e poi scrivi la tua intenzione su un foglio.
Potresti scrivere ad esempio: “La mia intenzione è dedicare questo mazzo alla conoscenza e all'aiuto degli altri”. Oppure: “Dedico questo mazzo all'esplorazione di me stessa e alla riscoperta della mia intuizione”; o ancora: “La mia intenzione è dedicare questo mazzo di Tarocchi alla Dea e con il suo aiuto fare chiarezza per me stessa e per gli altri”.
Naturalmente non dovrai per sempre sentirti obbligata a usare il mazzo solo per quell'intenzione, ma all'inizio può essere utile per darti una direzione pratica.


COME FARLO

Ti racconto come lo faccio io, così puoi ispirarti per creare un rituale che ti piaccia e ti rispecchi.
Come ti dicevo, infatti, non esiste una formula prefabbricata ma è importante che ognuno crei la sua, in base alle proprie convinzioni, richiamando simboli e significati che sente di più.

Nel mio rituale uso alcuni oggetti simbolici, al cui significato associo un potere o una capacità. Può darsi che nel tempo cambierò, togliendo o aggiungendo qualcosa, ma per il momento gli oggetti che ho scelto sono:

  • un sasso: rappresenta la fermezza e la solidità di accogliere qualsiasi messaggio i Tarocchi vogliano darmi;
  • una coppa: rappresenta la volontà di aprirmi all'intuizione;
  • un ramo con foglie: simbolo della crescita che si può avere applicando gli insegnamenti di questi archetipi;
  • una candela accesa: simboleggia la capacità di far luce sulle situazioni;
  • un melograno: la ricchezza delle interpretazioni che si possono dare.


Di solito comincio il rituale con la FASE DI CONSACRAZIONE.
Una volta disposti gli oggetti sul tavolo, pronuncio la mia intenzione ad alta voce. Poi, prendo in mano gli oggetti ad uno ad uno, chiedendo loro di infondermi la loro qualità.
Concludo ringraziando il principio a cui ho dedicato il mazzo.

Passo poi alla FASE DI PURIFICAZIONE che consiste nel passare le carte ad una ad una, davanti e dietro, sul fumo di un incenso, o di salvia bianca o palo santo.
Questa fase può costituire un rituale a sé, da ripetere ogni tanto per il mazzo che usi di più. Quindi ripetilo ogni volta che lo ritieni sia opportuno.

Terminata anche la fase di purificazione mescolo le carte per un po', creando così la vera connessione. Alle volte estraggo una carta che interpreto come un messaggio da parte del mazzo o che mi aiuta a fare la sua conoscenza. 
Infine rimetto tutto nella confezione e il mazzo è pronto per essere usato.

Naturalmente non ho inventato questo procedimento di sana pianta: quando ero agli inizi ho fatto alcune ricerche per avere delle indicazioni. On line si trovano tanti spunti, anche molto diversi tra loro. Io ho letto un bel po', messo insieme alcuni pezzi che mi sembravano giusti per me, costruendo così il mio rituale. La stessa cosa che consiglio di fare a te.
Magari a te piace di più esporre il mazzo alla luce della luna piena per una notte. L'importante, qualsiasi cosa tu scelga di fare, è che abbia un significato per te. Solo così renderai davvero sacro e significativo il rapporto con il tuo nuovo mazzo di carte.

Come vedi il mio rituale è abbastanza semplice, e il tuo com'è? Se ti va, raccontamelo nei commenti.